cuore di tenebra

giovedì, giugno 18, 2009

TERTIUM NON DATUR (bis)

Anche in questa vicenda esistono due possibilità e non più di due.

O la signora Patrizia D'Addario è una calunniatrice, come sembra far intendere S. Berlusconi dicendo che sono falsità ciò che dice e cioè che il Presidente del Consiglio organizzava festini con prostitute, e dunque, diffamando gravemente una delle più alte cariche dello stato e dando un'immagine insieme ridicola e deprimente del nostro paese, deve essere processata e , se si dimostra la sua mendacità, condannata oppure abbiamo un capo di governo che oltre a essere un Presidente operaio, architetto, casalinga, cantautore ecc. ecc. è anche un Presidente puttaniere.

Non se ne esce : certamente non se ne esce strillando al complotto, mobilitando tutta la potenza di fuoco di tutte le televisioni dalle quali chi non leggesse i giornali (alcuni giornali) non capirebbe niente se non che abbiamo un Buon Padre della Patria che lavora indefessamente per il nostro bene nonostante i sabotaggi e i disfattismi. Mi attendo , dunque, nelle prossime ore una raffica di denunce per calunnia e per diffamazione dal solerte avvocato Ghedini oppure, come si dice dalle mie parti, caro Silvio, saranno organi sessuali maschili per niente dolci ( cazzi amari, in sostanza).  

Questo è quanto e non sarà l'immagine di Lui che sorvola con l'elicottero le zone terremote ( forse perchè a terra lo aspettavano qualche migliaio di abruzzesi superincazzati?) a salvarlo.

Semmai c'è da aggiungere che sarebbe interessante sapere che ne pensano di tutta questa vicenda i sindaci-sceriffi (soprattutto del Pdl ma non solo ) che in questi mesi ci hanno inondato di Ordinanze anti-prostituzione.

Una piccola domanda per loro : fa un danno sociale maggiore una nigeriana che si vende per 20 euro su qualche strada o le escort di alto bordo che , ingaggiate da efficienti papponi, allietano le notti del Presidente del Consiglio e dei suoi amici a 2000 euro a botta ?

Li voglio vedere  ( è un paradosso me ne rendo conto ma dà l'idea di ciò che succede)   mandare le pattuglie davanti a Palazzo Grazioli e Villa Certosa a multare le putains d'ètat e i loro clienti : sarebbe divertente. 

p.s. L'indomita senatrice Deborah ( con l'acca ) Bergamini paragona , sul Corriere della Sera di stamani, Berlusconi a Catilina.

Vola basso, tutto sommato, mi sarei aspettato paragoni con Napoleone, Alessandro Magno o personaggi di questo livello.

Non chiedo tanto ma potrebbero sforzarsi di  conservare un minimo senso del ridicolo ; semmai l'audace Deborah ( con l'acca) che, dal nome, presumo  sia una donna, potrebbe, ad esempio preoccuparsi dell'idea che hanno i berlusconidi delle donne, merce magari cara, ma merce di cui il nostro Presidente del Consiglio sarebbe solo un "utilizzatore finale".

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lunedì, giugno 08, 2009

I NUMERI

Al di là delle analisi acrobatiche nelle quali si cimentano i commentatori di quasi tutti i partiti, ci sono i numeri che ci dicono alcune cose.

1) L'Italia non ha un "padrone"  

Il tentativo di Berlusconi di trasformare il ruolo di Presidente del Consiglio, così come previsto dalla Costituzione, in un mandato, senza limiti, per amministrare il nostro paese come se fosse una succursale di Mediaset è fallito.

Questa è la prima buona notizia per la qualità della democrazia italiana da molto tempo a questa parte e non va sottovalutata.

2) La presunta, temuta o auspicata a seconda dei punti di vista, valanga di consensi per il Governo era ed è una bufala.  

In questa trappola, supportata da un bombardamento mediatico senza precedenti, erano caduti anche gli esponenti dell'opposizione che, spesso, si autocaricavano del ruolo di agnello sacrificale, rassegnati ad un consenso  "senza precedenti" per un governo repubblicano: i numeri ci dicono che la coalizione che sostiene il governo ha meno del 50% dei consensi e , dunque, nel paese è prevalente un giudizio critico verso questa compagine.

3) La sinistra esiste ancora.

Escludendo il Pd, le due formazioni maggiori della sinistra hanno, insieme, oltre il 6%, cioè circa 3 punti in più rispetto alle Politiche dello scorso anno.

Il problema è che, di fronte a Sinistra e Libertà che nata da pochi mesi, senza mezzi, con una scarsissima visibilità, ottiene un interessante 3% dei voti, appare veramente residuale il 3% di Rifondazione Comunista & co.: il voto europeo ci insegna che formazioni di sinistra che non si rinchiudano in recinti identitari ottengono grandi risultati ( vedi Francia, Germania ecc.) e , dunque, il progetto di Sinistra e Libertà deve andare avanti perchè è l'unica strada possibile per costruire, anche in Italia, una importante sinistra di opposizione pronta a candidarsi, con i propri contenuti, in un rapporto di collaborazione e di autonomia con il PD , per diventare forza di governo.

4) Di Pietro raccoglie, legittimamente,  consensi che, normalmente, dovrebbero trovarsi a sinistra.

Per la serie che in natura, come in politica, il vuoto non esiste e se esiste, per pochi momenti, viene immediatamente colmato. Non è giusto dare giudizi "snobbistici" per il voto all'IDV che è, a pieno titolo, un interlocutore per costruire un'alternativa, ma è necessario, come sinistra porsi il problema di recuperare questi consensi, come del resto superare il "non-voto di sinistra" con un progetto politico realistico, credibile e coerente.

Insomma , concludendo, la "malattia" della democrazia italiana, forse, ha superato la sua fase più acuta, anche se sono possibili ricadute ed esiti nefasti, molto dipenderà dai comportamenti e dalle "medicine" che nel centro sinistra e nella sinistra saranno attivati.   

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venerdì, maggio 22, 2009

LAMBERTONE

Vengo da un paese che era (è) pieno di matti.

O meglio i matti, in percentuale, presumo che non siano di più o di meno di altre parti d'Italia solo che da noi girano tranquillamente per le strade, sono integrati e la gente si relaziona con loro come fossero tutti zii un po' strambi e tutti sono contenti: i presunti matti e i presunti normali.

C'è Lambertone, grande e grosso, che se ne va in giro sproloquiando su Kierkegaard e ti ferma domandandoti cosa ne pensi di Hegel e de "La fenomenologia dello spirito" e raccontandoti delle genealogie fino alla quarta generazione di tutti gli abitanti del paese.

C'è poi, anzi c'era perchè da qualche anno è sparito, Tommy che, come nelle barzellette si apriva l'impermeabile per mostrare i suoi non commendevoli attributi. Da bambini sapevamo tutti delle performance di Tommy, giravamo al largo e non ci turbava più di tanto.

L'impermeabile, alla Humprey Bogart lo indossa, sempre, anche l'Agente Segreto, che ti ferma chiedendoti i documenti e provocando qualche sussulto solo a quelli che vengono da fuori .

Qualche preoccupazione in più la provoca Abarth, con le tasche sempre piene di sassi che scaglia contro chi non gli va a genio ma insomma, dopo un po' impari se sei nella sua lista nera e giri al largo.

Ci sarebbero ancora i Mangiamerda, madre e figlio, e altri ancora, ma qui mi fermo.

Qualcuno di questi è stato per qualche tempo in galera o in manicomio, quando erano ancora aperti, ma poi siccome erano e sono una componente essenziale del paesaggio urbano, prima o poi riapparivano, con grande soddisfazione di tutti. 

Tuttavia tutti questi , pur nella loro variegata umanità, hanno una caratteristica in comune : nessuno di loro vuole fare il Presidente del Consiglio.

La signora Lario ha lanciato un appello, inascoltata, "Curatelo, per il suo bene", mi permetto di aggiungere soprattutto per il nostro bene, ma così non accadrà.

 

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martedì, maggio 19, 2009

COS' E' UNA DEMOCRAZIA

Una democrazia è, in primo luogo, un paese dove tutti sono uguali davanti alla legge : l'Italia, grazie al Lodo Alfano e altre leggi emanate in questi anni non lo è.

Qualunque cittadino di cui un Tribunale abbia accertato la responsabilità in merito a reati gravissimi quali la corruzione in atti giudiziari, viene processato e condannato , qualunque cittadino tranne il nostro Presidente del Consiglio che , grazie, appunto, alle leggi imposte al Parlamento da una maggioranza di suoi cortigiani non può essere giudicato nè tantomeno condannato.

Questo ci dice la sentenza del processo Mills ; tutto questo lo sapevamo già , oggi possiamo dirlo sulla base di una sentenza della magistratura.

Ma una democrazia è anche un luogo dove, di fronte ad una tale situazione , l'opposizione insorge e chiede , in tutti le sedi e con tutti i mezzi democratici, le immediate dimissioni del Presidente del Consiglio : che esempio può dare , soprattutto in una situazione drammatica come quella in cui ci troviamo un capo dell'esecutivo corruttore per sentenza e che immagine da dell'Italia , all'estero, una vicenda come questa, in Thailandia, per cose analoghe, c'è stata una mezza rivoluzione, in Inghilterra per qualche rimborso di troppo stanno per saltare le più alte cariche dello stato, nel resto dell'Europa o negli USA una situazione del genere non è neanche ipotizzabile, di fronte a certi reati non ci sono solo le dimissioni ma il processo, come è ovvio, e il carcere.

Ho abbastanza anni per ricordarmi di quando, di fronte a situazioni di questo genere, si aprivano le sezioni, giravano i ciclostili e , nel giro di poche ore, venivano distribuiti milioni di volantini in tutto il paese, oggi l'opposizione si è autonarcotizzata, al grido di "No all'anti-berlusconismo", non capendo o capendo con un ritardo drammatico che quello che era ed è in gioco sono le sorti della nostra democrazia, si è accettato che l'opinione pubblica considerasse "normale" avere un Presidente del Consiglio plurinquisito e che, grazie a prescrizioni, leggi ad personam e altre mostruosità di questo genere, può evitare condanne penali .

Ora Berlusconi andrà in Parlamento a raccontarci le sue bugie, a parlarci di una magistratura "rossa" che lo perseguita e la grancassa delle potenti armi di distrazione di massa che possiede o controlla veicolerà questo messaggio  e le tardive proteste di quella che dovrebbe essere l'opposizione sembreranno vecchi risentimenti di chi non accetta un processo di beatificazione, supportato da vere o presunte, percentuali bulgare, oramai andato troppo avanti per essere fermato.

Moretti, che forse ora ha cambiato opinione , qualche anno fa diceva che con questi dirigenti la sinistra ( e/o il centrosinistra ) in Italia non vincerà mai: aveva ragione. 

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giovedì, maggio 14, 2009

TEMPI CRUDELI

NON CREDO CHE SU QUESTA VICENDA SIA POSSIBILE DIRE MEGLIO O DI PIU'.

UN ARTICOLO DI ETTORE MASINA


LETTERA 141
aprile-maggio 2009

Profughi accompagnati
Chi legge la storia non soltanto sui libri scritti dai vincitori, ma anche ascoltando i lamenti o i silenzi dei poveri ai quali i mass-media dei potenti tagliano le corde vocali, chi si addentra nei fatti del passato e in quelli della cronaca che viviamo e di cui – lo vogliamo o no – siamo responsabili, protagonisti e autori, chi non dimentica il vangelo né la dura, lunga, sofferta esperienza del costruire una società in cui all’uomo l‘uomo sia fratello e non lupo, sa bene che accadono eventi i quali, a tutta prima, possono sembrare episodi di scarsa rilevanza, ma che invece, a pensarci bene, segnalano il livello del male di cui siamo tutti portatori se non ci occupiamo attivamente di chi patisce una crudele negazione dei suoi diritti alla vita. Quegli eventi non sono visibili o rumorosi come guerre devastanti né uccisioni di tiranni, né il rosseggiare di sanguinose rivoluzioni; non spingono i parlamenti a convocarsi d’urgenza, non incidono sui bollettini di borsa, non modificano i programmi scolastici né sbiadiscono la nostra cupa concentrazione sui “fatti nostri”. Poiché sembrano riguardare soltanto gruppi di poveri si concede loro poco spazio – ed effimero – della nostra attenzione. Se mai questa attenzione sembri obiezione ai loro comportamenti, i governanti ci assicurano che si tratta di spiacevoli incidenti di percorso nella difesa del nostro livello di vita, che sono accaduti una volta ma non si ripeteranno perché hanno anche un valore deterrente nei confronti dei poveri che turbano il nostro ordine pubblico. Come dicevano i terroristi “rossi”? Punirne uno per rieducarne cento.
Quegli eventi, però, sono spie di vetro che saltano, mostrando le crepe del nostro sistema di vita, collettivo e personale. Che siano cose di poco conto è illusione dei potenti e magari anche nostra, di noi inquieti e tremuli galantuomini e buone donne che voltiamo la faccia dall’altra parte, “tanto non c’è niente da fare”: quegli eventi, anche se vengono descritti in poche righe dal servilismo dei giornali e delle televisioni del governo, anche se si cerca di nasconderli come si nascondono certe deformazioni o mali ributtanti, lebbre o sifilomi, rimangono “attivi” nella storia. Apparentemente scomparsi, in realtà si incistano nelle nostre strutture sociali e nelle nostre identità, modificano i nostri valori, ci cambiano, talvolta irreparabilmente. Un giorno, scoprendone gli effetti devastanti, faticheremo a ricordarne l’origine, o addirittura saremo diventati così diversi (peggiori) da non vedere il fango nel quale abbiamo scelto di camminare. Già ai meno giovani fra noi è facile constatare come i politici italiani usino oggi abitualmente un linguaggio che sarebbe risultato a tutti intollerabile solo pochi anni fa, e avanzino seriamente proposte razziste le quali, ancor prima che crudeli, pochi anni fa sarebbero state considerate demenziali.
Quanto è avvenuto nei giorni scorsi in quel liquido cimitero in cui si seppellisce il genocidio dei miseri che ci chiedono pietà segna, secondo me, un mutamento antropologico di terribili dimensioni: è la regressione a tempi lontani e crudeli che la storia della civiltà ci aveva illuso essere dimenticati per sempre, a tragedie come questa: “Nel 1847, ottantaquattro bastimenti furono fermati a Grosse Isle, sotto Quebec. Fra gli immigranti irlandesi che cercarono rifugio sotto fragili capannoni esposti a tutte le intemperie, ne morirono 10 mila. E 3 mila erano così soli che nessuno ne conobbe mai i nomi. Come dice la Bibbia, li ho visti distesi sulla spiaggia, li ho visti trascinarsi nel fango e morire come pesci fuor d’acqua”. Un secolo e mezzo più tardi, l’Italia, uno degli 8 paesi più “sviluppati” del mondo, ha usato una nave da guerra, uno dei costosissimi capolavori della tecnologia militare, per rimandare in un vero e proprio lager un piccolo gruppo di miseri che erano riusciti ad evaderne. Non c’è nessun italiano, che non sia analfabeta di ritorno, il quale ignori che cosa sia un centro di detenzione profughi in Libia: creature umane sottoposte a un trattamento miserabile, torture, violenze carnali e persino – come hanno raccontato tante persone che sono riuscite a fuggirne - donne che muoiono cercando di abortire il piccolo nemico che il carnefice ha seminato nel loro grembo. È a inferni del genere che abbiamo riconsegnato 227 persone che non avevano altra colpa che quella di cercare pane e dignità, che per respirare un po’ di speranza hanno percorso lunghi, pericolosi, dolorosi cammini di fame e di violenza. Per difendere la nostra paura, siamo diventati gestori di morte. Lo hanno compreso bene i nostri marinai, che non hanno avuto il coraggio di disobbedire a ordini che infangavano la nostra bandiera, ma che hanno espresso la loro vergogna nell’assistere alla disperazione di chi aveva intravisto una terra libera e si vedeva inchiodato alla violenza del nostro egoismo. Nostro, sì, o della maggior parte di noi, elettori di un governo infettato e corrotto dalla capacità di odio della Lega. O che, adesso, tacciamo.
Quello che è successo non può essere valutato in tutta la sua gravità se non si ricorda che il governo Berlusconi ha praticamente “tagliato” ogni nostro aiuto alle popolazioni più povere del Sud della Terra, e questo mentre la crisi economica mondiale morde con maggiore ferocia le aree del sottosviluppo. Né si può dimenticare che molte delle persone che ci chiedono asilo vengono da regioni (Afghanistan, Iraq) sconvolte da guerre cui l’Italia partecipa; ed altre fuggono da conflitti (Etiopia, Eritrea, Somalia, Congo…) cui neghiamo ogni attenzione anche se non pochi governi comprano armi dall’Italia o si muovono al servizio di aziende italiane (legno, petrolio, coltan: il minerale necessario ai nostri cellulari) le quali devastano aree immense dell’Africa. Inoltre fra quei 227 esuli molti, come è risultato in tutti gli sbarchi a Lampedusa, avevano diritto di asilo nel nostro Paese, secondo l’articolo 10 della nostra Costituzione, perché colpiti nei loro diritti umani; ma nessuno ha udito i loro racconti, e il respingimento li rimetterà probabilmente nelle camere di tortura dalle quali erano usciti senza più giovinezza; respinti dall’Italia, saranno respinti dalla Libia… Ma poi: non ci dicevamo tutti (o quasi) cristiani? Respingere chi chiede aiuto, ci dice il vangelo, è il peccato più grave che si possa commettere: vedi Matteo XXV, 31-46: “Ero forestiero e voi non mi avete ospitato… Via, lontano da me, maledetti!”.
È per questo che parlo di un nostro mutamento antropologico. Siamo ancora capaci, in molti, di solidarietà per i nostri connazionali colpiti da catastrofi naturali, ma non vediamo più, come accadeva in una stagione felice, la disperazione di nostri fratelli colpiti dalla crudeltà di un sistema economico su cui si basa la nostra agiatezza. Nella terribile odissea dei respinti si rivela lo scadimento etico, l’imbarbarimento che connota ormai tanta parte della nostra società, a cominciare dalla casta politica. Se la gioia manifestata in questa occasione dal ministro Maroni, propagandista della “cattiveria” di stato, sembra l’infame soddisfazione del cacciatore di schiavi fuggiti dalla spietata violenza dei padroni e da lui riportati alla frusta, quella non meno sfolgorante dei Cota, dei Bricolo, dei Calderoli e dei loro seguaci mostra chiaramente che ci troviamo ormai in un regime di proto-apartheid: il progetto non è soltanto quello di impedire l’arrivo di immigrati ma anche di rendere difficile quanto più è possibile la vita di quelli già residenti fra noi. Il “pacchetto sicurezza” ne è eloquente documento.
Tuttavia la brutalità leghista non è forse l’immagine più dolorosa di questi giorni: i contorcimenti di Rutelli e di Fassino mostrano quanto purtroppo il Partito Democratico sia ancora ben distante dall’impronta di limpida forza di opposizione che Franceschini sta coraggiosamente tentando di consolidare; e ignobile risulta l’ipocrisia di certi portavoce del Popolo della Libertà. Penso per esempio all’onorevole Bocchino che con aria contrita parla della dolorosa necessità di essere “severi” con l’immigrazione illegale. “Severità” il respingi-mento nel lager? Sembra di risentire lo squadrista mutilato di “Armarcord” che si lamentava della violenza alla quale i suoi camerati erano “costretti” dall’insana smania di libertà degli antifascisti…
Avevo già scritto queste righe quando oggi, 12 maggio, è avvenuto un fatto nuovo. Con insolita durezza, il presidente del Consiglio ha rivendicato a sé l’iniziativa del respingimento (lui lo chiama “accompagno”!) dei profughi, sottolineando che Maroni non ne è stato che l‘esecutore. Un dubbio mi inquieta. Berlusconi era sembrato un po’ distaccato dall’evento, limitandosi a dire, con l’abituale approssimazione, che l’Italia non vuole essere uno stato multietnico. Come mai gli preme adesso la rivendicazione di un fatto che ancora una volta ha attirato al nostro paese la riprovazione internazionale? Mi domando se qualche sondaggio non gli abbia mostrato che l’episodio ha procurato alla Lega un consenso talmente vasto da inquietarlo o da spingerlo ad appropriarsene. Se così fosse, sarebbe davvero un tristissimo momento per chi crede nei valori umani.
Comunque sia, penso che non ci si possa arrendere, e di fronte a una crudeltà “politica” sia necessario, innanzi tutto, alzare la voce. Mi sembra che il silenzio sarebbe correità. Deve risultare evidente al governo, alle sue forze parlamentari, ai suoi sondaggi che vi sono milioni di italiani che non sono tanto sciocchi da ritenere che il fenomeno migratorio debba essere lasciato a se stesso ma che pensano che le leggi che debbono regolarlo non possono prescindere dalle sue cause e dai doveri di umanità, i quali soltanto consentono di poter parlare di civiltà. I rozzi, gli insensati, i paurosi trascinati dalla paura all’odio razziale sono presenti dovunque e sfruttano la nostra inerzia. Impongono le loro scelte politiche a un governo che si mostra insensibile alla crudeltà di certi provvedimenti (ciò che la dice lunga anche su certe scelte di politica interna: mancata protezione delle pensioni minime, dei 2 milioni e mezzo di cittadini che “vivono” sotto il livello di povertà, dei lavoratori precari, dei disoccupati senza cassa integrazione…). A molti di noi potrà parere impossibile o inutile far sentire la propria voce. Non è così: stringersi intorno agli strumenti che la società civile si è data (dal Commissariato Italiano Rifugiati alla Caritas alla Chiesa Valdese alla miriade di organismi non-governativi che onorano il nome dell’Italia nel Sud dei poverissimi), scrivere al presidente del Consiglio, ai parlamentari cui si è dato il voto e ai candidati delle prossime elezioni, far votare ordini del giorno agli Enti locali cui siamo vicini, organizzare e sostenere dibattiti e manifestazioni… esiste una pluralità di iniziative che le comunicazioni informatiche moltiplicano e rendono possibili in tempi brevissimi.
Servirà a poco? Bonhoeffer scriveva dal carcere: “L’essenza dell’ottimismo è una forza che non lascia mai il futuro agli avversari, il futuro lo rivendica per sé”. Penso che non dobbiamo lasciare il futuro agli avversari della dignità umana. E che a questo valga la pena di spendere un po’ del nostro oggi.
Ettore Masina


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mercoledì, maggio 06, 2009

TENGO FAMIGLIA

Dove sono finiti i cronisti d'assalto che scavavano con accanimento sado-voyeuristico sugli ultimi minuti di vita di Meredith, descrivendo i presunti giochi sessuali di chi l'ha uccisa?

E che fine hanno fatto gli eroi dell'informazione che mettevano un microfono di fronte alla bocca di una madre il cui figlio era stato ucciso dal terremoto o in un incidente stradale domandandogli "Cosa prova?" e, giocando sullo stordimento e sul dolore profondo come l'eternità delle vittime delle loro molestie, evitavano l'unica risposta possibile , cioè " Un odio profondo e un ribrezzo inenarrabile per gli sciacalli come lei" ?

Siamo un paese "osceno" perchè la presunta informazione non si ferma davanti a niente per un punto di share o meglio di fronte a "quasi" niente e in questo " quasi" c'è tutta la reverenza, la devozione il servilismo di fronte al potere.

Vorrei vederli questi paladini del quarto potere fare qualche domanda di quelle che a loro piacciono tanto al Presidente del Consiglio, ad esempio domandare a lui, così devoto e pio, chi erano le donne che occupavano le sue notti d'amore o ancora cosa si diceva con Confalonieri e Dell'Utri nelle telefonate intercettate e distrutte nelle quali, si dice, stilava classifiche sulle prestazioni sessuali di varie signore .

Ma tutto questo non avverrà, i nostri eroi tengono famiglia, e anche barche, attici e altri benefit che gli derivano dalla misura e abilità delle loro lingue, non tanto nell'atto di parlare ma di leccare, dalla loro vocazione a trasformarsi tappetini di fronte ai potenti, soprattutto di fronte al Potente per eccellenza, dalla capacità camaleontica di trasformarsi da sadici persecutori di poveracci in masochistici accondiscendenti verso chi può garantirgli la vacanza in Costa Smeralda.

Si parla spesso della mediocrità della classe politica italiana, si parla troppo poco di quella assai più grave e preoccupante, fatte le debite eccezioni, di chi, come i media, dovrebbe  denunciare l'inadeguatezza dei politici, e non perchè non "sappiano" scoprire le magagne del potere ma semplicemente perchè non "vogliono" , non occorre che Berlusconi o qualcun altro gli telefoni, sono abilissimi nell'esercitare lo sport nel quale eccellono : l'autocensura.

E per questo vengono lautamente ripagati.

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lunedì, maggio 04, 2009

UN UOMO SOLO AL COMANDO

Eh no! Eccheccazzo, tu non puoi romperci le scatole per anni magnificando le tue prestazioni sessuali, tre ore al giorno (minimo) e poi venirci a dire che, se tua moglie s'incazza e chiede il divorzio perchè in quelle tre ore lei era da tutt'altra parte e dunque le tue partner erano extra moenia ( violando, così, oltretutto le regole di Santa Romana Chiesa della quale ti mostri perpetuamente devoto), dicevo, non puoi venirci a dire che sono fatti personali e chiedere riservatezza.

Le tue prestazioni sessuali sono un fatto pubblico, da divulgare ai quattro venti e l'incazzatura, comprensibile, di tua moglie e relativa separazione sono un fatto privato?

Non funziona così : o è tutto pubblico o è tutto privato, deciditi.

Che poi ognuno ha la vita sessuale che gli pare, con qualche piccola precisazione : ad esempio, dal momento che chi ricopre incarichi pubblici è pagato dai contribuenti, trovo singolare che , anche con i miei soldi, vengano retribuite le erogatrici di prestazioni sessuali a favore dell'Imperatore : pagatele, se proprio non ne puoi fare a meno, i soldi non ti mancano.

L'altra precisazione è che , fino a pochi anni fa, un anziano di oltre 70 anni che si accompagnava con 18enni o 20enni, facendo pesare il suo ruolo, i suoi soldi e il suo (!) prestigio, veniva definito " vecchio porco" , qualcuno aggiungeva anche " laido" , ma non voglio esagerare, forse mi sono perso qualche passaggio perchè non trovo traccia di queste definizioni riferite a questa vicenda francamente squallida.

Resta il fatto, questo sì preoccupante, che queste cose scivolano nel pantano italiota senza far rumore, o meglio fanno rumore ma non spostano di una virgola l'opinione che gli italiani hanno dell'Imperatore.

Siamo messi male.

 

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mercoledì, aprile 22, 2009

LA FABBRICA DELL'ODIO

Ci sono luoghi ,circostanze, attività che hanno come obiettivo fondamentale la produzione di odio , non solo per il presente ma anche per il futuro e spesso, alla base di tutto questo ci sono il fanatismo e l'integralismo religioso.

Così è nell'Afghanistan, sia in quella parte del territorio controllata dai talebani dove, come legge fondamentale, vige la sharia, sia in quelle zone liberate nelle quali vengono approvate leggi che legittimano lo stupro dei mariti nei confronti delle mogli e dove le donne che protestano vengono manganellate e imprigionate.

Così è in Palestina  dove i fondamentalisti israeliani e arabi hanno un obiettivo comune : impedire che si realizzi il processo politico di due popoli, due stati.

Leggendo il sito www.peacelink.it apprendiamo la storia dei 120 bambini palestinesi che frequentano la scuola elementare di Tuwani, paesino vicino ad Hebron.

Per tutti i bambini del mondo fra i 5 e i 10 anni frequentare la scuola elementare è gioia, impegno, crescita, per i 120 bambini di Tuwani è una lotta quotidiana, piena di rischi perchè la loro scuola è in un enclave palestinese e per essere raggiunta occorrono o meglio occorrevano 45 minuti a piedi : occorrevano perchè questo sentiero passava in mezzo agli insediamenti (abusivi ma dotati dal Governo di acqua, luce, fognature ecc. ecc. ) di coloni israeliani che quotidianamente attaccavano il piccolo convoglio di bambini di 6,7, 8 anni a piedi con lanci di pietre e assalti veri e propri e alcuni di questi bambini conservano sui loro corpi il ricordo di queste attenzioni.

Per evitare tutto ciò il cammino si è allungato e i bambini , oggi, devono percorrere un'ora e mezzo a piedi per andare a scuola.

Tuttavia neanche questo allungamento del percorso, finalizzato ad aggirare gli insediamenti di coloni è sufficiente : i coloni hanno imparato presto il nuovo percorso e organizzano, di nuovo, i loro eroici assalti a bambini e bambine tanto che la piccola carovana deve essere scortata da pattuglie dell'esercito israeliano e dai colombini, volontari italiani dell'Operazione Colomba, il Corpo civile di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, che sono coloro che ci informano di questa piccola, ordinaria per quei luoghi e insieme terribile storia.

Terribile storia perchè questo è un esempio perfetto di come si può produrre odio per il futuro, bloccando qualsiasi processo di pace per i decenni a venire : il rischio, quasi la certezza è che questi bambini, terrorizzati tutti i giorni, aggrediti, feriti dai coloni ebrei sviluppino un'ostilità verso tutto il popolo ebreo e siano facilmente preda dell'opposto integralismo, verrebbe da dire che qui sta la genesi di fenomeni terribili come i kamikaze.

Come si può intuire non ho nessuna simpatia per le farneticazioni razziste dei dirigenti iraniani ma non possiamo chiudere gli occhi, negare che esista anche un razzismo sionista all'interno del quale la soluzione per i problemi della Palestina è cancellare dalla faccia della terra i palestinesi o comunque ridurli ad un popolo privo di diritti : bisogna , senza nessun schermo ideologico, rendersi conto di  tutte le facce della questione palestinese se vogliamo, veramente, contribuire alla sua soluzione. 

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mercoledì, marzo 25, 2009

SUPERIOR STABAT......

.....lupus, inferior agnus ecc. ecc. ecc.

Dobbiamo lavorare di più : questa è la ricetta per superare la crisi,naturalmente a salari e stipendi invariati, che se sei un manager bancario, un parlamentare o un avvocato di Berlusconi va benissimo ma se guadagni 900 euro al mese e ne spendi 500 o 600 per l'affitto hai due reazioni possibili, o beli ( tipologia agnus) o lo mandi in culo.

Questo se lavori, il problema, per molti è che non riescono a trovare neanche uno straccio di lavoro di merda , neanche ad un call center a 4 euro all'ora perchè l'Italia è il paese d' Europa con il più basso tasso d'occupazione (58%)  e questi , giovani ma anche 50enni senza più speranze, come dovrebbero reagire all'invito a lavorare di più?  

In realtà quella macchietta a metà strada tra il patetico e il tragico che riveste il ruolo di Presidente del Consiglio  oltrechè,( novello Zelig) di macchinista ferroviere , operaio, casalinga, ecc. ecc. dovrebbe fare solo una cosa : restituire a quei milioni di lavoratori dipendenti che si son visti scippare in questi anni il 20% o 30% del salario, il maltolto.

Perfino gli agnelli ( con la a minuscola) oltrechè le formiche, nel loro piccolo, possono incazzarsi, di brutto, e se non hai i soldi per fare la spesa o per pagare la bolletta del gas, non sei nello stato d'animo migliore per tollerare  prese per i fondelli.

Lui lavori 16 ore al giorno, scopi come un riccio in calore e dorma 3 ore per notte : cavoli suoi, mi restituisca quello che è mio e lui faccia pure il Superman di Milano 2-3-4, questo sarebbe un patto serio altrochè Patto generazionale che serve solo, per chi non lo avesse capito , a fregare, insieme, giovani e anziani.

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lunedì, marzo 16, 2009

IO SONO UN ALIENO

"L'invasione degli ultracorpi" di Don Siegel è un grande film di fantascienza che molti di voi avranno visto, l'asse della "normalità" che velocemente si sposta dagli umani, in senso stretto, agli umani-cloni-baccelloni tanto che, alla fine, ci si chiede se è normale chi continua a resistere o se non sia, al contrario, proprio questa resistenza un segno di "alienità".

Io mi sento così, come il protagonista di questo film che continua, oltre l'evidenza delle cose, oltre la ragionevolezza, a resistere divenendo, così, il vero alieno.

Ci sono segnali inquietanti che mi dicono che le cose stanno così, ad esempio, io, negli anni passati, ho pianto e non escludo che mi possa succedere ancora: ho pianto quando i carri armati russi sono entrati in Praga nel 1968, ho pianto quando è morto Berlinguer, quando ho partecipato, a Genova , ai funerali di Guido Rossa, operaio e comunista, ucciso dalle BR, quando ho visto le immagini di Falluja bruciata, insieme ai suoi abitanti,dal fosforo bianco,

Dunque quello di cui parlo non è un pianto "privato" ( questo, se c'è e quando c'è, me lo tengo per me) ma si impasta, strettamente, con la storia, forse è la presa d'atto di capitoli che si chiudono con la quasi certezza che quelli che si stanno aprendo non saranno migliori.

Tutto questo non è "normale", piangere per queste cose è, indubbiamente, da alieni. 

Di più. Continuo a coltivare quel perverso sentimento chiamato indignazione : m'indigno quando il nostro ( anzi, vostro, forse, non mio) Presidente del Consiglio fa battute sui desaparecidos argentini, quando leggo il quotidiano bollettino di guerra dei morti sul lavoro, quando vedo crescere il razzismo e l'intolleranza.

Dunque, piango e m'indigno: si può essere più alieni di così?

Qualche volta mi viene il dubbio che gli alieni, i baccelloni siano gli altri ma poi mi dico che solo i presuntuosi o i matti possono pensare d' avere ragione, di pensare che un muro sia bianco quando tutti o quasi tutti dicono che è nero, dunque mi rassegno : il muro, certamente,   sarà nero e io, senza dubbio, sono un alieno: bisogna imparare a convivere con ciò che siamo e io ci sto provando. 

postato da cuoreditenebra 10:02 | commenti (2)