lunedì, dicembre 22, 2003
Questo post è dedicato a tutti quelli che hanno perso il posto di lavoro negli ultimi mesi, sacrificati sull'altare della flessibilità e in particolare all'amico Sergio che spero di rivedere presto scrivere sul suo blog ed è un post spudoratamente copiato dal sito Infomani, scritto da Paul Olden. PROLETARI DI RETE 4 UNITEVI! Incredibile.Adesso il cavallo di battaglia è "la tutela dei posti di lavoro di Rete 4".Fa uno strano effetto sentir parlare i forzitalioti con parole che starebbero bene in bocca a Bertinotti. E la flessibilità che fine ha fatto?Ah,come eravate più tranquillizzanti quando facevate i paladini della flessibilità!Cosa sono questi discorsi da veterocomunisti? Ohibò rinsavite!Le maestranze di Rete 4 dovranno adeguarsi al moderno mercato del lavoro,che sarà mai? Le giornaliste potrebbero andare a far centrini all'uncinetto in una fabbrica abusiva di Napoli e le soubrettes potrebbero facilmente affidarsi ad agenzie di lavoro interinale che le impiegherebbero facilmente come badanti. Emilio Fede lo vedrei bene come bracciante agricolo stagionale.Ma si dice che abbia per le mani un lavoro da croupier a Saint Vincent. Quindi di cosa vi preoccupate?Suvvia un pò di dignità,siate voi stessi,anche quando vi balla la poltrona.
domenica, dicembre 21, 2003
La guerra, la violenza, i sentimenti di disprezzo nascono da una paura rozza e inconfessata: la paura della civiltà davanti alla natura, dell'uomo di fronte alla donna, del potere di fronte all'impotenza.
L'impulso subliminale che ha l'uomo di distruggere quello che non può nè sottomettere nè divinizzare.
Queste sono le NECESSITA' MASCHILI.
(da "Il Dio delle piccole cose" di Arundhati Roy)
mercoledì, dicembre 17, 2003
Bel duetto ieri sera durante la trasmissione di Ferrara,Otto e mezzo,condotta oltre che dal Giuliano nazionale da un'ottima imitatrice di Sabina Guzzanti che mi sembra si chiami Barbara Palombelli proprio quella che ha rischiato di diventare first lady in quanto moglie di Cicciobello Rutelli,ebbene dicevo gran bel duetto tra lo schiumanterabbia (una volta o l'altra gli viene un colpo apoplettico in diretta e spero di non vederlo, non sarebbe un bello spettacolo)Paolo Guzzanti e il super political correct, Antonio "D'alemino" Polito. Lo schiumanterabbia ha detto che il vero pericolo per la democrazia sono i girontodini,poco meno che terroristi,squadristi compresi ,evidentemente, i suoi figli degeneri Corrado e Sabina che l'altra sera festeggiavano in piazza il rinvio alle Camere della legge Gasparri e il super political correct gli ha risposto ,ragionevole, che , per carità!,Dio ci guardi dai girotondini,ma che non erano poi così cattivi,scapestrati sì,pazzerelloni,che hanno scelto questa bizzarra idea di difendere la Costituzione come loro passatempo invece che dedicarsi alla vela o al golf e che comunque Ciampi con la sua mossa gli aveva tagliato l'erba sotto i piedi perchè in questo modo non potranno più dire che in Italia c'è un regime. Strano paese l'Italia, dove chi difende la legge fondamentale dello stato viene etichettato come pericoloso eversore o ,nella migliore delle ipotesi, come stravagante mattacchione mentre chi attenta alla Carta Costituzionale fa il Presidente del Consiglio.
martedì, dicembre 16, 2003
Nonostante i dubbi, le paure, i pessimismi, ebbene sì, c'è "un giudice a Berlino" e soprattutto c'è un grande comico a Roma, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che non piu' tardi di una settimana fa sosteneva "Non ho alcun dubbio che il Presidente della Repubblica firmerà la legge", e ora ha dichiarato dopo la solenne bocciatura da parte di Ciampi della Gasparri , che di tutte le leggi approvate dal suo governo questa è quella che conosce e che ha seguito di meno nel suo iter dalla stesura alla approvazione del Parlamento.
lunedì, dicembre 15, 2003
Il direttore generale della Rai Flavio Cattaneo per difendersi da chi lo accusa di aver ucciso la satira in Rai e mutilato l'informazione,ha dichiarato che "...di satira ce n'è in abbondanza,Albanese,Crozza,Blob e anche d'informazione,Vespa,Socci...". Mi devo essere perso qualche passaggio perchè io ero convinto che Albanese,Crozza e Blob facessero informazione e Vespa e Socci satira.O mi sbaglio?
venerdì, dicembre 12, 2003
Bush ha detto "Giù le mani dagli appalti!La guerra l'abbiamo fatta noi e sta a noi guadagnare sulla ricostruzione.Che credevate?Pensavate,forse,che io vendessi gratis qualche centinaio di soldati americani crepati a Baghdad e dintorni?" Tutto ciò è chiaro quanto disgustoso,quello che mi è meno chiaro è perchè chiamano con il pudico nome di "appalti per la ricostruzione" quello che un tempo,senza ipocrisie, chiamavano "bottino di guerra".
giovedì, dicembre 11, 2003
LA VITA (E LA MORTE)NON E' UN FILM. Ogni giorno, con pignoleria,ci viene aggiornato dalla stampa o dalla televisione il conto dei morti in Iraq.Per la verità quello che viene aggiornato è il conto dei morti americani o comunque della coalizione, quello dei morti irakeni è sempre un conto "presunto", migliaio più migliaio meno. Già questo connota un razzismo neanche tanto mascherato:i morti non hanno lo stesso peso mediatico.Ma non è di questo che voglio parlare,io voglio parlare della insopportabile gravità di ogni "singola" morte. La morte è sempre,in qualsiasi circostanza un evento drammatico, lo sa bene chi ha avuto a che fare con questo accadimento inevitabile, sia esso dovuto a malattia o a incidente, cambia le persone che vi sono contigue, svela la naturale,caduca parabola di ogni essere vivente, per questo, soprattutto nelle civiltà occidentali viene rimossa,perchè è rivelatrice, senza ombra di dubbio, senza se e senza ma;tuttavia,quando a determinarla è un fatto naturale o accidentale ha una sua ,pur terribile logica. Non è così quando essa è determinata dalla violenza,individuale o collettiva e io credo che la peggiore, la più irrazionale delle violenze che portano alla morte sia quella istituzionale sia che essa si esprima attraverso la condanna da parte di un tribunale di un singolo individuo sia quando si realizza attraverso la guerra,parola orribile ma che sentendola ripetere e ripetendola, ogni giorno,come un mantra ,perde tutta la sua carica di dolore,di lutto ,di abiezione. Io vorrei che ciascuno di noi provasse a pensare,per un attimo,come può essere terribile il momento di chi colpito da un proiettile sente la vita andarsene,per sempre, quale complessità di ricordi,storie ,affetti viene cancellata,ridotta a lapide o croce o a ricordi di chi lo ha amato o anche odiato che sbiadiscono poco a poco;ecco se ricordassimo che la morte "singola" è questo forse comprenderemmo meglio perchè cancellare la guerra è,forse, un'utopia,ma un'utopia necessaria se vogliamo uscire dall'infanzia crudele dell'umanità:voglio uomini e donne con i quali incontrarmi e scontrarmi,non cadaveri da gettare sul piatto di una ragione che,a questo punto,mi appare perfettamente inutile.
lunedì, dicembre 08, 2003
Tra i luoghi comuni dello sciocchezzaio internazionale ce n'è uno attribuito a qualche grande vecchio, Churchill, se ricordo bene, per cui chi non è rivoluzionario a 20 anni è un cretino così come chi continua ad esserlo dopo i 40 anni.
Mi ha sempre fatto incazzare questa presunta perla di saggezza, non solo e non tanto perchè,pur avendo superato da tempo i 40 anni continuo a pensare che sia necessario cambiare radicalmente questo mondo e quindi ,secondo questa tesi, sarei un cretino ma perchè esprime un razzismo sottile nei confronti dei giovani, incapaci,strutturalmente, di avere opinioni legittime, giuste o sbagliate che siano,quasi che il desiderio di cambiare il mondo appartenga alla categoria delle malattie giovanili, come il morbillo o la scarlattina, che una volta superate non si ripresentano piu', una sorta di vaccinazione che ci fa approdare, tranquillamente verso la conservazione, l'equilibrio dello status quo.
Sarò un cretino ma con me il vaccino non ha funzionato, anzi, crescere nell'età mi è servito per confermarmi nell'opinione che un altro mondo è possibile e anzi è necessario; del resto, cari conservatori di tutto il mondo è questo il miglior mondo possibile che siete riusciti a costruire? Francamente mi sembra un risultato scadente.
giovedì, dicembre 04, 2003
Una stella(meritatamente in questo caso)nascente del mondo dei blog possiede il copyright dell'espressione "Non ci posso credere!",quindi temo di violare qualche legge sui diritti d'autore se la uso anch'io,vuol dire che poi mi comunicherà quanto le devo.Dunque, "NON CI POSSO CREDERE!",ho pensato fino all'ultimo che scherzassero,che dicessero,"Ci siete caduti,razza di gonzi,ma pensate veramente che in una democrazia occidentale sia possibile far diventare legge dello stato una mostruosità giuridica come la Gasparri?"E invece non scherzavano,era tutto vero.Ora,è vero che il senso del pudore da quando Umberto "Hannibal"Bossi è diventato ministro della repubblica è stato depennato dal vocabolario della politica italiana,ma fare una legge che,contemporaneamente,regala qualche miliardata di euro al Presidente del Consiglio(leggere,please,le dichiarazioni di Confalonieri e Marina Berlusconi,guardare attentamente il loro volti,fissi su un sorriso a 36 denti e scorrere l'andamento dei titoli di borsa alla voce Mediaset)e insieme riduce la libertà di stampa ad un moncherino inutilizzabile(perfino i cerchiobottisti del Corriere e della Stampa se ne sono accorti)era un'impresa titanica,ma ci sono riusciti.Ora,per favore,che nessuno mi venga più a dire nè ora nè mai che "non bisogna demonizzare l'avversario",che ci sono le leggi dell'alternanza ecc.ecc.,volete sapere come la penso,fino in fondo?Io penso che questi siano dei ladri,della peggiore specie perchè rubano ai poveri per dare ai ricchi e che se potessero eliminare,definitivamente,l'opposizione e la libertà di stampa lo farebbero senza pensarci due volte.I political correct dicono che non bisogna tirare Ciampi per la giacca,io invece vorrei porre una domanda al Presidente della Repubblica" Stai lì per difendere la Costituzione o per fare da notaio alla sostanziale se non formale fine della democrazia?",la firma o non firma sull'aborto giuridico chiamato legge Gasparri ci darà una risposta a questa domanda.
lunedì, dicembre 01, 2003
C'è una breve parabola che, per quanto mi riguarda,rappresenta la situazione nella quale si trova questo mondo(l'unico a disposizione,per ora)sul quale viviamo. C'è un uomo che sta precipitando dal 30esimo piano di un grattacielo,ad ogni piano che passa dice "Fin qui tutto bene". Ma il problema non è il volo,il problema è l'atterraggio. Tratto da "La haine(L'odio)film di Mathieu Kassovitz