cuore di tenebra

giovedì, aprile 29, 2004

C'E' QUALCUNO?

C'è qualcuno che abbia ancora il coraggio dell'indignazione? A volte ne dubito, impaniati nella melassa, l'orrore resta sullo sfondo, non ferisce le coscienze, scorre come acqua su pietra senza lasciare tracce.

Se non fosse così in quale altro modo si potrebbe spiegare la sostanziale indifferenza con la quale vengono accolte le notizie da Falluja? Alcuni anni fa un mondo sordo non sentì le urla disperate provenienti da Sebrenica, oggi ignora un'azione di rappresaglia, analoga alle tante fatte dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, contro la popolazione di Falluja.Per cercare di catturare, questa è la giustificazione, gli uccisori di quattro americani si bombardano interi quartieri con artiglieria pesante ed aerei, si spara sulle autoambulanze che cercano di soccorrere i feriti, si giustiziano donne per strada con un colpo alla testa: se questa è la vostra, la nostra civiltà da esportare, la democrazia che farà il mondo più ricco e più bello, potete tenervela, tenetevi i vostri way of life, le vostre case con il prato davanti ben curato, fatevi pure tutti i maquillage di cui siete capaci e che potete permettervi, siete e sarete sempre marci, violenti e marci e io non voglio avere niente a che fare con voi e smettetela di insozzare parola come libertà, democrazia che in bocca a voi hanno il sapore della beffa, abbiate il coraggio delle vostre parole se non avete il coraggio delle vostre azioni, dite, finalmente la verità, e cioè che sono solo interessi, solo il denaro , il potere che vi guidano in questa corsa folle che sta portando il mondo sull'orlo del baratro.

Non vi sopporto più e non vi sopporto soprattutto perchè costringete anche uomini miti come me ad odiare, ad odiarvi e questo, tra tutti i crimini efferrati che state commettendo, è il peggiore, spargete odio, voi e i vostri nemici-compari terroristi e state inquinando irreparabilmente il mondo con questo veleno.

E' sempre più difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire.

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venerdì, aprile 23, 2004

PIGASUS, IL MAIALE

Nel 1968 Abbie Hoffman, alla convenzione del partito democratico, tentò di candidare alla Presidenza degli Stati Uniti un maiale di nome Pigasus.

Ne è passata di acqua sotto i ponti da allora e il suino Pigasus, probabilmente, sono ormai decenni che è stato trasformato in prosciutti, salsicce e altri prodotti di salumeria, i Pink Floyd hanno fatto volare maiali sugli spettatori dei loro concerti e Abbie Hoffman si è suicidato, ma quella lezione non è stata dimenticata , basta vedere chi è attualmente l'inquilino della Casa Bianca.

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mercoledì, aprile 21, 2004

ERAVAMO-SIAMO

Certo eravamo giovani(Certo siamo oramai maturi)

Eravamo arroganti (Siamo pieni di dubbi)

Eravamo ridicoli(Abbiamo sorrisi amari)

Eravamo eccessivi(Chiediamo l'impossibile)

Eravamo avventati(Pensiamo troppo)

MA AVEVAMO RAGIONE(CONTINUIAMO AD AVERE RAGIONE)

A. Hoffman(Cuore di tenebra)

Un ringraziamento a Ciccsoft per la poesia di A. Hoffman

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lunedì, aprile 19, 2004

IO VORREI, NON VORREI, MA SE VUOI...

Cos'è il senso di responsabilità, il senso dello stato?Me lo sono chiesto in questi giorni mentre precipitava la situazione irakena e mentre i dirigenti del centro-sinistra balbettavano nel timore che qualcuno lanciasse loro i due anatemi che temono di più: "antiamericano e antioccidentale".

E' ormai evidente per tutti che per gli Usa il coinvolgimento dell'Onu è solo una foglia di fico, un tentativo di legittimazione a posteriori dell'intervento e che non hanno nessuna intenzione di passare la mano a truppe di paesi non coinvolti nella guerra e che gli americani sono in Irak e che hanno intenzione di restarci, facendone, di fatto, una colonia o comunque un protettorato, dove, chi decide , ora e in futuro, al di là dei simulacri di democrazia, è il proconsole statunitense di turno.Tutto questo l'ha capito benissimo Zapatero e così le truppe spagnole verranno via dall'Irak, immediatamente;altri paesi(il Portogallo, l'Australia)hanno preannunciato passi analoghi: insomma, il re(gli Usa)è nudo, che più nudo non si può e di fatto, al di là di qualche staterello la cui politica estera se la sono comprata, a suon di dollari, gli americani, accanto agli sceriffi del mondo restano solo Blair e Berlusconi.

Di fronte a tutto questo gli amletici Fassino, Rutelli e co.continuano ad esibirsi in acrobatici giri di parole, incapaci di avere una linea chiara, oscillando tra un "Bisogna che intervenga l'Onu"(quando, in che modo, con quali truppe e soprattutto chi comanda queste truppe?) e un patetico "Se Bush non cambia politica ritireremo le truppe": cari signori, siete assolutamente fuori sintonia con quelli che sono i vostri elettori e correte il rischio, ancora una volta, di ingigantire l'astensionismo di sinistra, imparate dalla Spagna, da Zapatero, dite finalmente una parola chiara, non equivoca, I SOLDATI ITALIANI DEVONO RITORNARE, ORA, SENZA SE E SENZA MA, se non l'avete capito è questo che vuole la maggioranza del popolo italiano, il resto sono solo fumisterie, astrusità, che rafforzano sempre più lo scollamento tra il popolo della sinistra e della pace dalle vostre leadership.

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mercoledì, aprile 14, 2004

MATTATOIO IRAQ OVVERO "FATE UNO SFORZO D'IMMAGINAZIONE"

Immaginate di essere un uomo o una donna di Falluja.Immaginate di aver subito per trent'anni e più una feroce dittatura.Immaginate di aver atteso per tutto questo tempo la liberazione da questa oppressione e che invece della democrazia arrivino bombe a frammentazione, poco anzi per niente intelligenti ma molto, molto efficaci per uccidere indiscriminatamente.Immaginate di potervi autogovernare e decidere da voi quale sarà il vostro futuro e che invece vi troviate circondati da truppe di occupazione, affaristi di ogni risma e mercenari e che per questo, come succede in tutte le democrazie, decidiate di protestare, pacificamente.Immaginate che ad accogliere questa protesta non troviate orecchie pronte ad accoglierle o ,quanto meno, a prenderle in considerazione ma elicotteri Apache o aerei F15 che vi bombardano e cecchini con la divisa degli United States che sparano su tutto quello che si muove, compresi i vostri figli di 7 o 10 anni e le autoambulanze che cercano di soccorrere i feriti e che questo provochi 1000 morti fra la popolazione civile e macerie, case abbattute.Bene,avete provato ad immaginarlo?Ecco, se l'avete fatto capirete quanti semi dell'odio siano stati sparsi in Iraq dai "liberatori" e come siano pronti a germogliare e a scavare solchi sempre più profondi fra civiltà diverse e come, per gli uomini di buona volontà, sarà difficile riannodare i fili spezzati dalla follia degli uomini della guerra. Bisogna fermare questa spirale prima che sia troppo tardi, alla banda di petrolieri e amici dei petrolieri che comanda a Washington e a quelli che per viltà o opportunismo, come il Governo italiano, si sono accodati a questa avventura sciagurata, bisogna impedire che trascinino il mondo sull'orlo dell'abisso. Non so se tutti se ne siano resi conto ma a Falluja c'è stata e continua ad esserci una rappresaglia contro la popolazione civile analoga a quelle dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale e come quelle, già sperimentate dagli Usa, in Vietnam in nome di una "democrazia" che è sempre di più una foglia di fico per nascondere interessi sporchi come quelli della Hollyburton o come cavolo si scrive, cioè della più grande compagnia di costruzione edili degli Usa, guidata fino a poco tempo fa dal vicepresidente "liberatore"degli Stati Uniti, Dick Cheney.Ora basta e innanzitutto voglio che le truppe italiane tornino nel nostro paese, questa è una sporca guerra (definizione di comodo, visto che per me non esistono guerre "pulite") e l'Italia non deve essere complice delle nefandezze che si compiono in Iraq in nome della libertà.

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martedì, aprile 13, 2004

IN MORTE DI CESARE GARBOLI

Soffocata dai resoconti drammatici provenienti dall'Iraq e dal solito rituale dell'esodo e relativo controesodo pasquale, la mattina di Pasqua, mi arriva al cuore, come una freccia appuntita, la notizia della morte di Cesare Garboli.

Ho avuto il privilegio di conoscerlo e credo di poter dire, senza peccare di presunzione, che tra me e lui corresse una reciproca simpatia naturale.Di lui molti ricorderanno la statura intellettuale elevatissima che ne ha fatto, forse, il più importante critico letterario del '900 italiano, la sua scrittura, fluida e potente, i suoi studi che hanno rivoluzionato il giudizio critico su Pascoli, le sue traduzioni di Molière, di tutto questo si parlerà nei prossimi giorni e nei prossimi anni, sapendo per certo che la sua figura, come quelle di tutti i grandi, s'ingigantirà con il passare del tempo, di questo parleranno gli altri.

Io vorrei parlare della sua libertà: in tempi di conformismi imperanti, Cesare Garboli è stato un uomo che ha avuto il coraggio delle sue idee, sia che esse riguardassero la letteratura, la società civile o la politica, il vuoto che ha lasciato nella letteratura italiana è grande ma ancora più doloroso è sapere che lo stagno della società italiana sarà ancora più fermo senza le sue provocazioni, i suoi giudizi anticonformisti, la sua autonomia.

Ciao Cesare e grazie per quello che sei riuscito a darci nei 76 anni della tua vita.

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giovedì, aprile 08, 2004

SULLE GUERRE , I CONTRABBASSI E VARIA UMANITA'

Avete mai visto un concerto per contrabbasso?Non parlo della musica leggera o classica o jazz in cui il contrabbasso svolge la funzione di accompagnamento, no, parlo di un concerto di musica da camera in cui , in mezzo ad altri strumenti ad arco, il contrabbasso ha il ruolo di solista.E' in qualche modo una rarità perchè sono pochi gli autori che hanno elevato al rango di attore principale di una loro composizione questo strumento ed è comprensibile, il contrabbasso non è compiacente come un violino o complice come un pianoforte: è riottoso, difficilmente si lascia conquistare e raramente consente un lungo dominio su di sè.Per queste ragioni il solista di contrabbasso svolge una delicata opera di seduzione, appoggia, inizialmente il volto alle corde perchè sia accettato il suo abbraccio che, in ogni caso, non sarà mai scontato, instaura un rapporto sensuale con lo strumento e solo se è un grande interprete la fusione dell'uomo e dello strumento legherà lo spettatore, che non è solo ascoltatore ma i cui sensi sono sollecitati dallo spettacolo.

Questa è vita, la guerra è morte anche quando, per qualcuno , non è "tecnicamente" guerra.Per il ministro degli esteri italiano Frattini quello che sta avvenendo in Iraq non è guerra: città occupate dagli insorti, cannoni che sparano, elicotteri e aerei che lanciano missili e bombe, moschee colpite, centinaia di civili uccisi, compresi donne e bambini, di grazia, signor Frattini se questa non è guerra cos'è guerra?O si vuole chiudere gli occhi di fronte al fatto che l'occupazione dell'Iraq ha scatenato bufere che aumenteranno d'intensità, ha acuito l'odio delle masse arabe nei confronti dei paesi occidentali, ha dato fiato, armi e corpi ai demoni del terrorismo. Fermiamoci fino a che siamo in tempo, impediamo agli apprendisti stregoni di fare altri danni, ricordiamolo, sempre per Bush, Blair, Berlusconi saranno loro le guerre, ma i morti, siano essi a Falluja o a Madrid, saranno sempre i nostri.

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giovedì, aprile 01, 2004

I CREPUSCOLI NON SONO TUTTI EGUALI

Eh no, c'è crepuscolo e crepuscolo, c'è quello tragico, drammatico, doloroso ma in qualche misura grandioso, degli dei e c'è quello comico, desolante, imbarazzante , triste come un numero scalcinato di un circo di periferia, di quelli che volevano far credere di essere dei ma erano solo tardi epigoni dell'homunculus di faustiana memoria:come definire un tizio di settant'anni che si sottopone a rifacimenti continui per negare il trascorrere del tempo?Che smentisce se stesso con una cadenza impressionante dicendo di tutto salvo poi il giorno successivo negare di averlo detto?Che come un Paperone venuto male accumula oro ,oro, e ancora oro, senza smettere mai ,e per ottenere questo scopo cambia, distorce, annulla le regole del vivere civile? Che si sceglie come compagni di viaggio bizzarri e squallidi personaggi che riempiono ampolle d'acqua  e assaltano Venezia con carri armati di cartone?Che viene notato nei consessi internazionali perchè incarna quella figura, presente in tutte le comunità, di quello che racconta le barzellette e che tutti cercano di evitare per risparmiarsi risate forzate e imbarazzate?Come definire costui?Mi verrebbe solo un aggettivo:patetico ma poi me ne viene un altro che accompagna il primo: pericoloso.Certo, pericoloso, perchè come tutti i mediocri, posti di fronte al tramonto della loro buona stella, farà carte false, creandosi un mondo immaginario, tutto suo, dove ci sarà posto solo per quelli disposti ad adorarlo, e il prezzo di tutto questo saremo noi a pagarlo.

Siamo e saremo sempre di più nei prossimi mesi e anni in un'emergenza democratica: non esiste in Italia un problema di reciproca legittimazioni di diversi schieramenti perchè, per chi ci governa la democrazia è un optional che può andare bene solo se non intacca i suoi interessi .

    

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