cuore di tenebra

venerdì, maggio 28, 2004

CORSI E RICORSI STORICI

Caligola nominò il suo cavallo senatore, come segno di sommo disprezzo verso l'istituzione, Berlusconi ha designato Bondi, esimio venditore di enciclopedie porta a porta, fulminato sulla via di Arcore dopo una lunga militanza nel Partito comunista, coordinatore del partito italiano di maggioranza relativa, in virtù della sua "vis adorandi"(so che è latino maccheronico ma rende l'idea) nei confronti del caudillo.Quale delle due cose, secondo voi è più grave, tenendo conto che il cavallo di Caligola, non aveva l'uso della parole quindi era incapace di pronunciare , come fa Bondi, le parole " menzogna" e "comunisti", 37 volte al minuto?

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mercoledì, maggio 26, 2004

L'ANTIAMERICANO

Il conformismo, la reverenza verso i potenti, la paura di offendere il manovratore non hanno limiti: qualunque discorso, sia pure vagamente critico, non perfettamente allineato con la politica dei neocon Usa e del governo che li rappresenta, in Italia, deve essere preceduto da una serie di atti di fede, nell'ordine:

A)Siamo grati, per sempre, di qui alla fine dei secoli alle truppe americane che ci hanno liberato dai fascisti e dai tedeschi 60 anni fa

B)Gli Usa sono la più grande democrazia esistente al mondo e sono la patria delle opportunità per tutti: si parte facendo lo strillone di giornali e si diventa poi Presidente

C)Nessuno è antiamericano, perchè essere antiamericano equivale ad essere amico dei terroristi

Con queste premesse ci si può azzardare a muovere qualche timida, timidissima critica, con cautela, ovviamente.

Cerchiamo di capire meglio la natura di questi atti di fede,dogmi, richiesti a chiunque abiti nell'Occidente felix."Le truppe americane ci hanno liberato ecc. ecc." : verissimo, magari è bene ricordare che accanto ai soldati alleati c'erano decine di migliaia di partigiani italiani e che la Resistenza è stata non solo una testimonianza ma anche un fatto militare importante, ma detto questo, mi chiedo questo contributo importante dato dagli Usa, 60 anni fa alla nostra libertà può farci dimenticare che nel frattempo gli stessi Usa hanno effettuato decine di interventi militari, non per liberare popoli da tiranni ma per sostenere i tiranni stessi: quando si parla dell'11 settembre tutti ricordano quello del 2001 e l'attentato alle torri gemelle, io mi ricordo che un altro 11 settembre, quello del 1973 i golpisti, addestrati e finanziati dalla Cia uccisero, insieme Salvator Allende e la democrazia in Cile e non posso scordare l'aiuto politico e in armi convenzionali e chimiche che gli Stati Uniti hanno dato a Saddam Hussein permettendogli di gasare i curdi e di muovere guerra all'Iran, insomma dal 1945 ad oggi di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia e molta di quest'acqua era sporca, anzi lurida.

"Gli Usa sono la piu grande democrazia del mondo ecc. ecc." se di democrazia si tratta è quanto meno imperfetta: come definire altrimenti un paese dove Presidente è un signore eletto( in maniera truffaldina) dal 20% degli aventi diritto al voto?Il paese delle mille opportunità?Andatelo a dire ai 60 milioni di americani che non hanno nessuna assistenza sanitaria e che, se hanno dei buoni anticorpi, in caso di malattia possono sperare di cavarsela, sennò, come si dice cavoli amari.

"Chi è antiamericano è amico dei terroristi":io la penso esattamente in maniera opposta, il più grande sponsor dei terroristi, colui che ha ingrossato le fila di Al Qaeda o di altre organizzazioni criminali dello stesso genere è Bush, con la sua politica, le sue guerre preventive,le torture, Guantanamo e altri crimini di questa natura.

In conclusione, io non sono antiamericano, non più della maggioranza ormai degli americani che pensano che la politica del signor Bush e dei suoi complici(Blair , Berlusconi)sia catastrofica e prepari, per tutta l'umanità, giorni bui.

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venerdì, maggio 21, 2004

A PROPOSITO DI DEMOCRAZIA

Democrazia, parola di origine greca che indica un sistema di governo in cui, attraverso vari strumenti(assembleee, libere elezioni)il popolo sceglie da chi vuole essere governato e sulla base di quali programmi.Scusate la pedanteria, ciascuno di noi sa, ovviamente il significato, di questa parola, ma credo che non sia ozioso ricordarlo visto che, negli ultimi tempi, viene usata come alibi o giustificazione per cose che con la democrazia niente hanno a che fare.

Faccio un esempio: Giovedì 20 Maggio, ore 21 circa su La7, trasmissione "8 e mezzo", il conduttore militante Giuliano Ferrara per parlare dell'Iraq e delle magnifiche sorti che lo attendono nonostante che quegli eversori appartenenti alla sinistra italiana cerchino d'impedirlo, ha invitato, fra gli altri Lucio Caracciolo, un moderato, direttore di Limes, rivista di studi internazionali.Parte subito male, il malcapitato Caracciolo, definendo un disastro, l'intervento degli Usa e dei loro satelliti, in Iraq: occhiataccia della Balena azzurra con l'elmetto, Ferrara, ma il bello(o il brutto, secondo i punti di vista) deve ancora arrivare. Per prendersi la rivincita Giulianone, domanda a Caracciolo se non sia convinto che il popolo irakeno, a parte qualche sparuto gruppo di terroristi, veda di buon occhio la presenza degli americani e co. nel loro paese, "Veramente, risponde pacatamente il buon Caracciolo, da un sondaggio fatto dagli americani il 90% degli irakeni considera truppe d'occupazione i soldati della coalizione e vorrebbero che si levassero rapidamente dalle scatole" e qui la vernice di democraticità del Ferrarone va a farsi benedire e sbotta"Ma chissenefrega di quello che pensano gli irakeni!": testuale, non ho aggiunto una virgola, il destino dell'Iraq, lo decideranno Bush, Blair, Berlusconi e Giuliano Ferrara, che c'entrano gli irakeni notoriamente minus habens e quindi non in grado di giudicare cosa è bene e cosa è male per loro. 

Come vedete non è poi così ozioso ricordare ai portatori della libertà e ai paladini della democrazia in tutto il mondo, a qualunque costo, comprese le bombe e le torture, il significato della parola democrazia.

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mercoledì, maggio 19, 2004

DEI DELITTI E DELLE PENE

E così, ancora una volta, la civiltà occidentale ha mostrato la sua superiorità sulla barbarie che preme ai confini dell'impero.Volevate una condanna esemplare per i torturatori di Abu Ghraib?E condanna esemplare è stata: un anno, dico ben un anno di carcere al primo degli aguzzini processati. Dunque, per chi volesse ripetere l'esperienza, occorre sapere che torturare, mutilare, infliggere umiliazioni sessuali a prigionieri inermi, fino ad uccidere(può capitare se si sceglie di prendere a calci in faccia un uomo legato e costretto a terra) costa fino ad un anno di carcere: è vero si può sempre sperare in un'amnistia che certamente verrà, ma insomma un anno sono 365 giorni, se si ha la sfortuna di essere condannati in un anno bisestile, 366.

Il codice penale italiano, all'articolo 624 bis, prevede fino a sei anni di carcere per chi commette un furto in una abitazione e mi sembra che ci sia una giusta proporzione fra le due cose: non c'è paragone fra ammazzare a botte un presunto terrorista, sia pure prigioniero e, magari, privare di un candeliere d'argento una rispettabile famiglia: la proprietà privata è difesa e il mondo ha un(presunto) terrorista in meno, che poi se, in seguito, si scopre che terrorista non era si può mandare sempre una bella lettera di scuse e di cordoglio alla famiglia.La democrazia avanza, inarrestabile.

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sabato, maggio 15, 2004

SENZA TREGUA

Non so voi ma io non riesco più a sopportare un mondo che non preveda pause.Si vive con le vene del collo tirate, gli occhi che vorrebbero chiudersi ma che non possono farlo, violentati dalle immagini che passano anche palpebre misericordiosamente abbassate, e i suoni pervasivi, poi, senza interruzione: fra le modalità d'uso di questo mondo il silenzio non è contemplato.

Credo di capire perchè accade tutto questo, il frastuono, le immagini riversate come uno spot infinito sono i migliori antidoti al pensiero, il silenzio, la penombra ci porterebbero, inevitabilmente a precipitare nel peggiore dei peccati capitali previsti: la riflessione, a riflettere, ad esempio sul motore primo dell'infelicità che si spande a macchia d'olio, invade corpi e menti: la violenza.

Il mondo è malato e la sua malattia si chiama violenza, esercitata in forme più o meno evidenti, l'umanità continua a regredire verso la sua crudele infanzia, rifiuta di diventare adulta e perchè tutto ciò sia tollerato si iniettano dosi massicce dell' antidolorofico costituito dal frastuono prodotto dai suoni(non parole, suoni) e immagini.

Così non si guarisce, anzi il male si aggrava sempre di più, ma si vive in una sorta di stordimento che ci aiuta a non cogliere il senso terribile del percorso suicida sul quale l'umanità si è incamminata, ma per chi è refrattario a questi palliativi, il disagio resta, profondo, a volte intollerabile.

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venerdì, maggio 07, 2004

IRAQ/HEART OF DARKNESS

Marlow è giunto, alfine, ad Abu Ghraib e ha trovato Mr. Kurtz scorgendo se stesso riflesso in uno specchio.

LA PAROLA ALL'ESPERTO

"Naturalmente la gente non vuole la guerra.Perchè un povero diavolo di una fattoria dovrebbe voler rischiare la propria vita in una guerra quando al massimo ne può guadagnare di tornare alla sua fattoria tutto intero?Naturalmente la gente comune non vuole la guerra: nè in Russia, nè in Inghilterra, nè in Germania.Questo è comprensibile.Ma, dopotutto, sono i governanti del paese che determinano la politica, ed è sempre facile trascinare con sè il popolo, sia che si tratti di una democrazia, o di una dittatura fascista, o di un parlamento, o di una dittatura comunista.Che abbia voce o no, il popolo può essere sempre portato al volere dei capi.E' facile.Tutto quello che dovete fare è dir loro che sono attaccati, e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo e in quanto espongono il paese al pericolo.Funziona allo stesso modo in tutti i paesi."

Hermann Goering al Processo di Norimberga

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giovedì, maggio 06, 2004

NON MI DIVERTO PIU'

Ma come siamo bravi, noi della sinistra diffusa, concentrata, organizzata, anarchica, in un arco che va da Castagnetti a Casarini a ridere, a ironizzare:qualcuno ha detto "Una risata vi seppellirà" e noi c'abbiamo creduto.Pia illusione, magari ci siamo divertiti,abbiamo riso ma a questi non gli passa neanche per l'anticamera del cervello di essere seppelliti da una risata; me li immagino, ghignare soddisfatti " Ridete, ridete e lasciateci lavorare, ci pensiamo noi a sistemarvi" e noi, qui, a fare nasi da Pinocchio sui poster del cavaliere, a taroccare i 6x3, a concentrare dosi industriali di creatività per "ridere". Io non ho più voglia di ridere, io m'incazzo.

Questi qui si sono rubati il 20% del mio stipendio(magro) negli ultimi tre anni, hanno portato l'Italia in guerra costringendoci a guardare con diffidenza ogni borsa che scorgiamo in metropolitana o su un autobus, pensando ogni volta che ci potrebbe essere un grande botto che , quello sì, ci seppellirà, noi non loro, stanno distruggendo la cosa più bella prodotta in Italia dal periodo del Rinascimento in poi, cioè la Costituzione, distruggono la legalità coi condoni fiscali e l'ambiente con quelli edilizi, s'impossessano di tutti i mezzi di comunicazione, limitando la libertà d'espressione e io, di fronte a tutto questo dovrei farmi una bella risata? No, amici, compagni, sodali non ho più voglia di ridere, continuate voi, se ce la fate, io sono troppo incazzato per farlo.

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martedì, maggio 04, 2004

Per fare una guerra

Per fare una guerra servono alcune cose, un motivo di conflitto, vero o falso non importa, una parte della stampa e dei mass media che renda credibile questo motivo, alcuni uomini, potenti, che decidano di farla, altri uomini potenti o forse gli stessi che traggano vantaggio da questo evento, ma soprattutto servono armi, aerei, elicotteri, cannoni, fucili e proiettili e milioni anzi miliardi di euro per produrli e per ingrassare chi li fabbrica.

A tutte queste cose provvedono i potenti, i padroni del mondo, ci pensano loro a fornire tutte queste cose. 

Ma per fare una guerra serve un'altra cosa: i morti, e a questi, da sempre, hanno provveduto i poveri, la gente comune, qualunque divisa indossassero o anche, e soprattutto, senza divisa, donne, uomini, giovani e vecchi, purchè si trovassero al posto giusto nel momento giusto, sulla traiettoria di un proiettile o di una bomba.  

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