cuore di tenebra

venerdì, agosto 27, 2004

PER ENZO G. BALDONI

Mi dispiace, la morte di Enzo Baldoni non è uguale alle migliaia di altre avvenute o che avverranno in quel macello chiamato Iraq, non lo è perchè è la morte di uno che ha scelto di vivere in mezzo e con la paura non per soddisfare pulsioni bestiali di chi ama la violenza, anche se cerca di mascherarlo o per cercare facili guadagni facendosi Rambo, no, non è così, la sua scelta derivava dal fatto semplice, elementare che per informare bisogna stare dentro le cose e informare era il suo mestiere.

Andatevi a rileggere le cose da lui scritte in giro per il mondo, non solo in Iraq, in Chiapas, ad esempio o in Locombia( no, non è un errore ortografico ma un modo per  esprimere la follia della violenza colombiana), quello che colpisce è l'assenza, totale, della retorica, la capacità di descrivere l'orrore partendo, innazitutto, dalla sua banalità, perfino "normalità".

Enzo Baldoni ha rischiato sempre molto nei suoi viaggi nei cuori di tenebra del mondo( e ce ne sono molti,sempre di più) ma ha sempre affrontato la paura, giusta , umana, naturale, come una conseguenza spiacevole, a volte drammatica, del mestiere che aveva scelto, per questo se devo paragonare la sua morte ad altre la assimilo alle migliaia di morti sul lavoro che avvengono ogni anno nel nostro paese, nell'edilizia, nelle cave di marmo e in cento altri mestieri, dimenticati o solo numeri nelle statistiche Inail o un breve trafiletto in cronaca locale e credo, con questo, di rendere un sincero omaggio alla memoria di Enzo Baldoni, morto per aver fatto il suo mestiere, quello che sapeva fare così bene e che amava così tanto.

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giovedì, agosto 26, 2004

ZENZERO

Il tg2 (qualche volta mi capita di vederlo tra una gara olimpica e l'altra) ci informa che la radice più trend attualmente in giro è lo zenzero con il quale , ovviamente, si fa di tutto dai gelati alle lasagne; per alcuni mesi saremo inondati da zenzero in tuttte le salse.Appartiene questa, come altre mode, ai cascami di subculture orientaleggianti, assunte da chi, per un viaggio in qualche luogo para-esotico anche se infestato da agenti Alpitour, ha visto "la luce".

Mi ricorda questo minuscolo fatterello "l'era patchouli" che, probabilmente, molti di voi non hanno vissuto: questo profumo, neanche spiacevole se assunto in modiche dosi, aveva invaso l'atmosfera del nostro paese, espandendosi dalle zone metropolitane ai borghi più sperduti, svolgendo, in qualche caso, funzioni meritorie come quando copriva afrori da lavacri poco frequenti, ma poi divenne così pervasivo che se Suskind fosse vissuto in Italia in quel periodo avrebbe scritto il suo libro più famoso, "Il profumo", in maniera certamente diversa e diversa sarebbe stata la sorte del suo protagonista, Jean Baptiste Grenouille. Poi, com'era cominciata , "l'era patchouli" finì.

Tutto questo, forse , è innocuo, anche se frutto di poche, scarse, superficiali letture, spacciate come esperienze "illuminanti", la cosa diventa meno innocua e profondamente ridicola quando qualcuno cavalca la "zenzerologia" per fini banalissimi anche se leciti (fare un pò di soldi) , ammantando l'intento commerciale di pseudo-messaggi filosofici(?) e così, nello stesso servizio del tg2, viene intervistato un signore che con aria grave ci informa di aver aperto uno "Zen-zero bar"; attenzione, il trattino è importante: dentro questo bar c'è tutto, lo zero come fonte primigenia del Tutto, la filosofia zen, di cui il signore , probabilmente sa ben poco ma che fa tanto new age e , insieme, questi concetti così profondi, ci danno lo zenzero, alimento irrinunciabile per i nostri deschi: ci può essere qualcosa di più corrivo? Ho studiato poco e male la vita durante il periodo del basso impero romano ma forse anche allora avevano aperto a Roma o a Bisanzio uno "Zen-zero bar".

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lunedì, agosto 23, 2004

QUALCOSA DI DIVERSO

Come tutti gli anni, inevitabile come le fasi lunari, stucchevole come "Jesus Christ Superstar", si svolge il rito dell'esodo e del controesodo o meglio la celebrazione mediatica di presunte migrazioni di massa.La parola "esodo", evocativa e drammatica, espressione di tragedie o speranze di popoli, viene banalizzata fino a snervarla, ridotta a rito rassicurante che ci fa capire che ,sì, forse il mondo andrà anche in malora ma nella nostra mega-monade tutto , o quasi tutto, procede normalmente.Altro che religione!Questi sono i veri oppio, mescalina, cocaina,hascisc dei popoli.

Sogno un mondo, anzi un'Italia e un' Europa perchè sono loro a essere affette da questa sindrome da ottundimento di massa, che si ribellino, a questo schema, summa della banalità, che facciano esodi quando tutti i media si aspettano contro-esodi e viceversa, anzi che progettino contro-contro esodi, invertendo il flusso migratorio, riempiendo Cinisello Balsamo il 13 di Agosto e svuotandola il 3 settembre.

Ma, appunto, è solo un sogno  e noi ci sorbiremo (per quanto ancora?) collegamenti con il Cis-Viaggiare informati e Presidenti del Consiglio con bandane, come un Sacha Distel( chi si ricorda chi era?), invecchiato e patetico: l'orchestrina continua a suonare sul ponte del Titanic.       

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