cuore di tenebra

lunedì, febbraio 28, 2005

IN MEMORIA DI MARIO LUZI

"Ma tu continua e perditi, mia vita..."

"Vita che non osai chiedere e fu, mite, incredula d'essere sgorgata dal sasso impenetrabile del tempo..."

Dunque Mario Luzi, il più grande poeta italiano, è morto. Nei prossimi giorni sgorgheranno lacrime di coccodrillo, i finti lamenti di coloro che, mediocri, non sanno riconoscere la grandezza o ne hanno invidia, di quelli che hanno protestato perchè, pochi mesi fa, troppo tardi, era stato nominato senatore a vita , quella di Mario Luzi era l'Italia che vorremmo, quella della dignità civile e della cultura, oggi quelli che condividono questo sogno sono tristi, gli altri faranno finta di esserlo, ma non lasciatevi ingannare. 

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mercoledì, febbraio 23, 2005

ITALIANI BRAVA GENTE

In pieno clima di revisionismo storico, quando tutti sono assimilati e assimilabili, dal principe nero Junio Valerio Borghese ai torturatori di Via Tasso e meritevoli di onori e prebende, anche io voglio dare un contributo, sia pure piccolo, a riaprire qualche pagina tenuta accuratamente nascosta.

C'è un mito duro a morire che gli italiani siano sempre e comunque buoni, incapaci di atrocità, come quelle di cui si sono macchiati, ad esempio i tedeschi: non è così, purtroppo non è così.

La commissione per i crimini di guerra dell'Onu, nel 1945, individuando ben 1200 criminali di guerra italiani, sottolineava che "I crimini commessi dai soldati italiani non sono da meno di quelli commessi dai soldati tedeschi" e aveva le prove di quanto diceva.

Se lo ricordano bene gli abitanti del villaggio di Loz, in Slovenia che videro distrutte, dalle truppe del generale Giovannini tutte le abitazioni, confiscato il bestiame, fucilati molti giovani e internati la maggior parte dei civili, o gli abitanti di Lubiana che sapevano bene che cadere nelle mani degli italiani significava tortura sistematica, del resto basta leggere le circolari dei comandanti militari in Slovenia, come la circolare C del gen Robotti e del Commissario per Lubiana, Grazioli, dove si lamentava che " ..si uccide troppo poco..."( testuale) o quella del gen Gallo che ricordava di "..avvertire i medici che le cure prestate ai ribelli comportano la pena di morte..".In questa sciagurata regione, in quel periodo, le truppe italiana uccisero 12 mila civili e ne internarono altri 40 mila.

Ma per passare ad un altro scenario come dimenticare la Libia dove, nelle guerre coloniali, furono uccise tra 40 mila e 80 mila persone e ancora di più l'Etiopia  dove, grazie anche all'uso massiccio del gas nervino, in particolare dopo l'attentato al maresciallo Graziani, furono uccise tra 300 mila e 700 mila persone e dove, tanto erano una razza inferiore, non furono mai applicate le convenzioni di guerra internazionali con la distruzione sistematica di villaggi, capanne, chiese, raccolti e l'eliminazione fisica di tutti i sospettati, insomma , terra bruciata.

E' qui in Etiopia che fu tentata l'attuazione di un vero e proprio progetto genocidario verso l'etnia Amara, colpevole di resistere più di altre all'invasione, insomma una neanche tanto piccola Shoa africana.

C'è stato il 20 Gennaio di quest'anno un convegno a Sesto S. Giovanni su questi temi dal titolo "Il mito del bravo italiano tra repressione del ribellismo e guerra ai civili" con la partecipazione di alcuni dei più importanti storici e storiche italiani, ne avete sentito parlare? No, ovviamente, tutta la televisione e la radio era troppo impegnata a riabilitare i "bravi ragazzi di Salò" e in Parlamento ci si dava da fare a riconoscerli come combattenti, con tanto di benefici di legge, cosa che mai è stata fatta per i partigiani.

Gli armadi della vergogna, ancora blindati, contengono non solo le atrocità naziste ma soprattutto quelle italiane e i nomi dei responsabili, ma nessuno in questi anni ha avuto la decenza, così, come hanno fatto i tedeschi, di chiedere scusa ai popoli , come quello etiopico che hanno sopportato le nostre atrocità e nessuno dei responsabili è mai stato processato , in Italia, per questo.

Gli italiani, nella maggior parte, sono veramente brava gente, ma io, ve lo confesso, di fronte a queste cose, a volte , mi vergogno di essere italiano.        

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sabato, febbraio 12, 2005

 VISCERALI E NO

Qualcuno potrebbe definirmi o accusarmi ( a seconda dei punti di vista) di essere "viscerale", bisogna intendersi, se per viscerale s'intende chi ha sentimenti, idee, opinioni non sradicabili e che fanno parte in maniera definitiva della sua personalità, ebbene sì, sono viscerale.

Ognuno ha una storia alle spalle, personale e collettiva, e la mia ha due punti di riferimento centrali: l'antifascismo e la rabbia contro le ingiustizie, che poi, a ben vedere, si fondono in un unico "sentire".

Nel 1936, al culmine del consenso del regime fascista, mio nonno faceva il macellaio in una cittadina turistica,  intorno al 15 Agosto, cioè quando il lavoro toccava il massimo, si presentarono da lui alcuni gerarchetti fascisti locali : "O prendi la tessera del Partito Nazionale Fascista o ti facciamo chiudere" lui, antifascista, quando quasi tutti veneravano il Duce, invece di prendere la tessera prese il marraccio, cioè il coltello con il quale spaccava le ossa e disse "Se non ve ne andate questo è per voi", momento di tensione e poi, siccome i prepotenti in genere sono anche vigliacchi, i gerarchetti  se ne andarono .

La mia terra, la Versilia, non è solo S.Anna di Stazzema, percorrendola in lungo e in largo, non si possono fare più di tre-quattro chilometri senza imbattersi in un cippo, una lapide, un monumento: qui vennero impiccati con il filo spinato 20 civili, più in là ne furono fucilati 15, altri 10 nella campagna intorno a Massarosa e potrei continuare per molto a raccontare delle centinaia di vittime innocenti uccise dai nazisti e dai loro servi fascisti.

Io ho frequentato il Liceo classico  a Viareggio, ci sono fotografie sbiadite delle terze liceo degli anni quaranta, molti di quei volti di giovani ricordano partigiani, deportati, ragazzi che si batterono contro la tirannia e che furono uccisi.

Detto questo forse è più chiaro perchè, su certe, cose io sia "viscerale".

Non sono d'accordo chi definisce personaggi come Bondi, "anticomunisti viscerali" : niente di più falso, il signor Bondi è stato per molti anni sindaco comunista di una cittadina della Lunigiana e quando è stato sostituito si è messo a vendere enciclopedie porta a porta, poi è avvenuto il miracolo, l'incontro con Berlusconi che ha trasformato un mediocre venditore di enciclopedie in uno dei più importanti uomini politici d'Italia, in cambio di una devozione assoluta: non c'è niente di viscerale in questo, c'è solo un banalissimo, volgarissimo interesse materiale, non c'è dubbio che il signor Bondi e la sua famiglia stiano meglio ora di quando batteva le valli della Lunigiana tentando di vendere qualche libro.

Dunque, ricapitolando, diamo a Cesare quel che è di Cesare, io sono "viscerale", Bondi no.  

 

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giovedì, febbraio 10, 2005

Condivisa con chi?

Mi dispiace ma a me questa storia della memoria condivisa proprio non va giù.

Cosa e con chi dovrei condividere? In Italia c'è stata una guerra terribile, da una parte stava chi si batteva per la democrazia, la giustizia sociale e la libertà, dall'altra  i servi dei nazisti, quelli che li guidavano per i sentieri delle nostre colline perchè si macchiassero di crimini come l'eccidio di S. Anna di Stazzema.

Gli eredi dei fascisti, dei repubblichini, vorrebbero "condividere la memoria", ringrazino il cielo che c'è chi, dopo la guerra, li ha salvati evitandogli le patrie galere dove avrebbero dovuto soggiornare per tutto il resto della loro vita, a meditare sui crimini commessi: io con loro non condivido proprio niente, lo faccia chi ha più stomaco di me.    

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domenica, febbraio 06, 2005

Il Bene e il Male

Ho sempre diffidato di chi autocertificava la sua appartenenza allo schieramento del Bene( con la maiuscola ovviamente) derubricando, automaticamente, chi non la pensava come lui a seguace del Male (anche questo con la maiuscola per dargli più enfasi  ), la realtà, lo sappiamo bene, è fatta soprattutto di chiaroscuri e la luce provoca, inevitabilmente, delle ombre.

Tuttavia, in genere, dietro a questa definizione manichea del mondo, si indovinano disegni, magari folli, tragici, sanguinari, ma grandiosi, che hanno rovesciato epoche e storie.

Non si è mai visto se non in questa Italia di inizio XXI° secolo, e qui sta la peculiarità del nostro paese, appellarsi al tragico "Gott mit uns" per difendere Rete 4, una villa in Sardegna e qualche magliaro di quart'ordine che cerca in tutti i modi di evitare più o meno brevi soggiorni nelle carceri patrie.

Qui, nel Bel paese, la storia diventa gossip, il dramma, farsa: è vero che un imbianchino è responsabile, nel secolo appena trascorso di immani tragedie ma fatico a scorgere il crisma di chi fa la storia in un mediocre cantante da navi da crociera: là si giocavano i destini del mondo, qui quelli di Milano2 e di Mediaset, c'è una bella differenza.

Eppure tutto questo mi rende triste, depresso, non ci sono, grazie a Dio, campi di sterminio incombenti, ma di sicuro c'è un declino inarrestabile, una patina grigia che si stende dalle Alpi al Lilibeo, una povertà neanche dignitosa che si vuole alleviare con Lecciso e Venier varie, non a caso ospitate alla corte del Re Aurea(?) Mediocritas, si stanno predisponendo i dogmi di una nuova religione, quella dell'   "Ok , il prezzo è giusto", con tanto di Papa e cardinali, mangeremo spaghetti di riso( ma perchè, a parte motivi di salute, uno deve mangiare spaghetti fatti con il riso e non spaghetti di grano e se ne ha voglia, riso?) e, grazie alla moltiplicazione dei telequiz e dei reality show, forse, potremo anche noi uscire dal cono d'ombra dell'affitto, delle bollette, insomma dalle tristezze del vivere quotidiano e avere il nostro momento di gloria: non stupiamoci guardando "The Truman show", siamo "già" dentro un casareccio Truman show .

A volte penso che il popolo italiano abbia una pazienza infinità, io ,la mia, l'ho esaurita da un pezzo e spero che questa insofferenza sia contagiosa: non si può passare dall'essere il paese di Cesare Garboli e Pier Paolo Pasolini a quello di Alberto Castagna e Bondi, mica per niente, è un problema estetico e sul Bello e il Brutto non si scherza, altro che il Bene e il Male! 

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