giovedì, aprile 28, 2005
HA VISTO LA MADONNA
" Lei e il suo discorso resteranno, per sempre, non solo nei nostri cuori ma soprattutto nella storia di questo paese"
Intervento di Sandro Bondi ( detto anche Pallore gonfiato) in Parlamento durante il dibattito sulle dichiarazioni del neo-presidente del consiglio, Silvio Berlusconi.
martedì, aprile 26, 2005
60 ANNI FA
"....voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra.......ora io ho poco altro da dirvi. In questa Costituzione c'è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui, in questi articoli e a sapere intendere, dietro a questi articoli ci si sentono delle voci lontane.Grandi voci lontane, grandi nomi lontani.
Ma ci sono anche umili voci, nomi recenti.Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione! Dietro ad ogni suo articolo voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perchè libertà e giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi questa non è una carta morta, è un testamento, un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio sul luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.
Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, perchè lì è nata la nostra Costituzione.
P. Calamandrei " Discorso agli studenti milanesi" 1955
PER CHI DIMENTICA
Lo avrai camerata Kesserling, il monumento che pretendi da noi italiani, ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi. Non coi sassi affumicati dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio, non con la terra dei cimiteri dove i nostri compagni giovinetti riposano in serenità, non con la neve inviolata delle montagne che per due anni ti sfidarono, non con la primavera di queste valli che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati, più duro di ogni macigno, soltanto con la roccia di questo patto giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono per dignità e non per odio, decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade, se vorrai tornare, ai nostri posti ci ritroverai, morti e vivi con lo stesso impegno, popolo serrato intorno al monumento che si chiama, ora e sempre, RESISTENZA.
P. Calamandrei
mercoledì, aprile 20, 2005
SIAMO LAICI O CAPORALI?
Alla notizia della nomina del Papa si è scatenata la corsa ai rallegramenti, alle gioie incontenibili, alle pensose soddisfazioni.
Capisco il giubilo dei ciellini, comprendo l'attesa fiduciosa di chi pensa che sia stato lo Spirito Santo a indicare Ratzinger come capo della chiesa cattolica ( anche se io, se fossi un credente, prenderei in seria considerazione l'ipotesi che lo Spirito Santo si sia per un momento distratto), quello che non riesco a comprendere è l'appaluso acritico di chi si professa laico.
Tutta, o quasi, la storia di Benedetto XVI°, ci dice che ci troviamo di fronte ad un solido, coerente e , senza dubbio, intelligente reazionario, dalla sua adesione alla gioventù hitleriana ( "Ero iscritto per pagare minori tasse scolastiche" : non mi sembra una grande giustficazione) , alle sue posizioni in materia di morale sessuale, alla cancellazione sistematica, nei suoi interventi, a qualsiasi richiamo al Concilio Vaticano secondo, alla denuncia dell'integralismo islamico contrapponendogli un altrettanto ferreo integralismo cattolico.
Insomma, non prendiamoci in giro, ad oggi l'elezione di Joseph Ratzinger al soglio pontificio, ha l'odore inconfondibile della Restaurazione, può darsi che nel proseguio del suo papato smentisca queste analisi, ma , ripeto, ad oggi questo ci dice un'analisi seria , corretta e non pregiudiziale e allora, cari signori laici dei miei stivali, cosa avete da esultare?
Evitiamo, per favore, proprio per rispetto ai credenti e a chi li rappresenta, di tirare giacchette che , in ogni caso, non si faranno tirare da noi, stiamo a vedere quello che accadrà e , nel frattempo, esprimiamo, onestamente, quello che, in questo momento, proviamo , preoccupazione e disagio: un po' di spina dorsale, please!
lunedì, aprile 18, 2005
DESERTUM FECERUNT
Il buon amico Carnesalli in un commento al mio post precedente sostiene che sarebbe meglio non andare alle elezioni anticipate perchè è opportuno che la Finanziaria del prossimo anno porti la firma del Governo Berlusconi: questo significherà mettere la firma non sotto fantomatici contratti con gli italiani ma sotto il documento che sancirà la loro sconfitta.
Comprendo il senso di ciò che dice Carnesalli, hanno fatto tanti e tali guasti al Sistema Italia che, ora che i nodi , inevitabilmente, stanno venendo al pettine, che il sogno è diventato incubo, che ciò che si potrà distribuire saranno solo i sacrifici, è bene che appaia in tutta la sua drammaticità lo sfacelo determinato dalla politica economica di questo governo e chi lo ha provocato se ne assuma, fino in fondo, tutte le responsabilità , insomma che si realizzi, compiutamente, la profezia di Montanelli sull' effetto-vaccino che 5 anni di berlusconismo provocheranno tra gli italiani.
E' una tentazione forte, lo capisco, ma a costo di apparire, per una volta, politically correct, e di alienarmi qualche simpatia mi domando " Quale Italia ci lascerà ancora un anno di Governo Berlusconi nel tentativo di restare aggrappato al potere, lui e i suoi sodali e beneficiati? " e non mi riferisco solo ai guasti sul terreno dell'economia ma anche, e forse soprattutto, al degrado delle istituzioni, allo stravolgimento delle regole democratiche, al veleno istillato nel corpo sociale in termini di disprezzo della legalità e del trionfo del "fatti furbo" .
Per questo penso che ogni giorno, ogni ora in più regalate al peggior governo della storia repubblicana sono un colpo grave al corpo, gravemente ammalato, del nostro paese.
Forse ce la faranno ( il potere è un collante potentissimo, in questi casi) a rimettere insieme un ectoplasma di governo ma sarebbe interesse di tutti gli italiani andare subito alle urne e liberarci di questi cialtroni ; so bene che l'Unione ha limiti e problemi enormi ma credo che non possiamo permetterci di entrare nel tunnel di un anno, già horribilis ma che rischia di diventare disastroso.
giovedì, aprile 14, 2005
CONTI E CONTADINI
Qualcuno ha detto che siamo alle comiche finali: non sono d'accordo, purtroppo non siamo ancora alla fine, ci aspetta ancora un anno, giorno più giorno meno, di un governo cialtrone e soprattutto in tutto questo non c'è niente di comico.
Parafrasando Tacito si potrebbe dire "Hanno fatto un deserto e l'hanno chiamato governo".
Tutte le istituzioni internazionali, dalla Commissione Europea al Fondo Monetario Internazionale, ci dicono che la situazione dei conti pubblici italiani è disastrosa, che sia il deficit rispetto al Pil che il debito complessivo del Sistema Italia stanno aumentando vertiginosamente mentre il Governo(si fa per dire) Berlusconi continua a snocciolare cifre inventate, a aprire nuovi libri dei sogni, a promettere mirabilie, tutto bene se ci si trovasse in "Alice nel paese delle meraviglie", il problema è che dentro a questo spettacolo circense, al "Venghino, venghino siori...", ci siamo noi, con i nostri stipendi sempre più magri, ad assistere sbigottitti alle capriole di una classe dirigente il cui primo( e forse unico) obiettivo è il "Si salvi chi può".
A chi la racconta il MegaSilvio che ha venduto il 17% di Mediaset per risolvere il conflitto d'interessi? A parte che il conflitto continua ad esistere, corposo come un macigno,ma è chiaro a tutti che questa operazioncina che gli porterà in tasca 4.000 miliardi delle vecchie lire è per evitare che leggi che colpiscano davvero il conflitto d'interessi dopo il 2006, facciano crollare il valore delle azioni Mediaset.
Ma torniamo ai conti pubblici, si sa la scienza delle previsioni economiche non è una scienza esatta, ma tra quello che dice il governo italiano e quello che dice il Fondo Monetario Internazionale c'è un abisso; un solo dato, il FMI prevede per il 2006 che, dal momento che l'avanzo primario dell'Italia, cioè la differenza di cassa, al netto degli interessi, tra entrate e uscite in questi anni è evaporato, si è sciolto come neve al sole, il debito complessivo del nostro paese ,che già quest'anno ha ripreso a salire, passerà dal 105,8% al 108%del Pil , il Governo( ancora una volta, si fa per dire) prevede che scenderà sotto il 100%. Detto così può sembrare un tecnicismo ma vediamo di tradurlo in euro o lire, come più vi aggrada: ebbene la differenza è di circa 240.000 miliardi delle vecchie lire, 120 miliardi di euro, una bazzeccola come 5 milioni, all'incirca , per ogni italiano, compresi i neonati e gli ultracentenari, insomma, ogni famiglia, nel 2006, per rispettare le previsioni del Governo( sic!) dovrebbe tirare fuori in più rispetto a quello che già dà,15-20 milioni delle vecchie lire. E' più chiara ora la differenza tra le previsioni del FMI e quelle della Banda Berlusconi?
Il problema è che aumentando, come è ovvio che accada, il debito complessivo, aumenteranno gli interessi, diminuirà ulteriormente la competitività internazionale delle nostre aziende e la caduta in una grave crisi economica sarebbe non strisciante ma vertiginosa.
Avete capito in che guai ci stanno cacciando questi cialtroni, incapaci, nel tentativo di salvare le loro poltrone?
Nel frattempo ci aspettano un pò di settimane o mesi di "verifiche", redistribuzione di poltrone, creazione di nuovi ministeri, bugie plateali, si va verso l'estate ma il clima è freddo, gelato al limite della glaciazione, credetemi e se non facciamo scendere dalla barca chiamata Italia questi irresponsabili saranno loro a coinvolgerci, tutti, in un naufragio drammatico.
martedì, aprile 05, 2005
PERDENTI
I giorni che abbiamo alle spalle ci hanno mostrato i modi diversi attraverso cui si percorre il cammino della sconfitta.
Quelli che indicherò non sono, certamente, vicende assimilabili: da una parte c'è la storia che impone il suo terribile e solenne manto, dall'altro la cronaca, a volte squallida, ma noi viviamo, insieme, nella storia e nella cronaca e con entrambe occorre fare i conti.
Chi, nel fluire della storia, è stato sconfitto è certamente Karol Woityla; non vi è dubbio che il suo papato ha rappresentato il livello minimo di capacità attrattiva del cattolicesimo, per la prima volta i musulmani sono più numerosi dei cattolici e le, apparentemente, oceaniche assemblee di giovani erano espressione di minoranze, convinte e appassionate, ma pur sempre minoranze.
K. W. ha dato un contributo certamente determinante all'abbattimento dei regimi burocratici dell'est europeo, ma tutto questo, per quelle società, ha rappresentato, prima di tutto, il farsi avanti del de-sacralizzato, anzi della vera e propria incapacità di quelle genti di avere un'anima, sia essa da interpretare in senso religioso o in senso laico.
La morale sessuale ha preso strade sempre più divergenti da quelle del magistero di San Pietro e la difesa della vita, non solo nei suoi aspetti più antichi e ,diciamolo pure, reazionari come quelli del rifiuto della contraccezione e dell'aborto, ma anche in quelli relativi al no assoluto alla pena di morte e la condanna, senza appello, della guerra, di tutte le guerre, è stata completamente disattesa, anzi chi , ora veste i panni del lutto come il pavone si adorna delle sue penne , come G. Bush,è stato colui che maggiormente ha tradito i moniti di K.W. , fino a meritarsi, alla stessa stregua dei capi mafiosi, l'ammonimento di un futuro e inevitabile giudizio divino.
Infine, la sua denuncia del consumismo senza anima,del neo-capitalismo selvaggio e insieme pagano, non solo è rimasta inascoltata, ma gli ha riservato l'estremo oltraggio della spettacolarizzazione del suo declino fisico e della sua morte, alla stessa stregua di una telenovela o meglio di un reality show.
K.W. era un grande uomo che ha subito grandi sconfitte in tempi grigi e mediocri, ma , lo penso anche io che pure non sono religioso, sarà la Storia, con la esse maiuscola, a dare giudizi definitivi:la contemporaneità rende miopi.
Chi appartiene alla cronaca, alla miseria della cronaca, è l'altro sconfitto di questi giorni, Silvio Berlusconi.
C'è un che di patetico, perfino di penoso, in questo vecchio signore che continua a raccontare le sue fole, a tentare i suoi, logori, giochi di prestigio, ai quali credono sempre in meno, e c'è qualcosa di più triste di quel suo tentativo di fermare il tempo, anzi di riportarlo indietro., restituendo o tentando di restituire un'imagine di sè ringiovanito, con quei capelli, incongrui, che attecchiscono sulla fronte di un ex-calvo?
Verrebbe voglia di esprimere umana solidarietà, compassione e lo farei se questo signore non determinasse, dal ruolo che riveste e con il suo immenso egotismo, i destini miei e di tutti noi.
Comprenda, signor Berlusconi, il tempo delle sue magnifiche sorti e progressive sta scadendo, è la legge della vita, sia generoso, così come., almeno così dicono, lo è verso chi lo serve fedelmente, si faccia da parte, glielo chiede uno dei milioni di italiani, che ha già dato, abbondantemente, al suo sogno di innalzare una cattedrale a se stesso.