cuore di tenebra

giovedì, giugno 23, 2005

PER CHI CE L'HA DURO

Fatelo ammosciare, ogni tanto, interrompete per 5 minuti l'erezione perenne perchè altrimenti, come vi accade di sovente, il sangue affluisce tutto ai vostri, virili membri padani e non ce ne resta neanche una goccia per il cervello.

Non ho nessuna comprensione, per quanto mi riguarda, per chi, costituitosi in branco, fa violenza su una donna: se c'è un reato che merita condanne severe e che impone che la pena sia scontata fino in fondo, è questo, tuttavia, mi chiedo, è possibile che le forbici o i farmaci castratori comincino a baluginare solo quando a commettere reati di questo genere sono immigrati, regolari o irregolari?

Ma lo sapete, voi che ce l'avete sempre duro, che la maggior parte delle violenze sessuali avvengono tra le pareti domestiche e che, in questo caso riguardano soprattutto bambini e bambine? E ancora, nessuno vi ha mai detto che gli autori di queste infamie, nel 99% dei casi, non si chiamano Mohamed o Alì ma Ambrogio Brambilla  o Mario Rossi, distintissimi mostri da villetta unifamiliare, magari con annessa "fabbrichetta"? Magari qualcuno di loro era presente anche a quello show razzial-demenziale che chiamate raduno di Pontida, ad applaudire quel mancato membro del ku-klux-klan chiamato Borghezio.

E infine, come mai non ho sentito, mai, levare le vostre tonitruanti voci per difendere le donne immigrate, soprattutto irregolari che , come ha dimostrato un egregio lavoro della Casa delle Donne di Bologna, subiscono, non solo condizioni di lavoro degradanti, ma attenzioni non gradite dai  loro datori di lavoro, in nero, italiani, bianchi e, spesso, padani.

Voi appartenete alla cultura della violenza, del razzismo, siete i degni eredi del "Menefrego", delle camicie nere, del manganello e dell'olio di ricino, avete a capo un mancato elettrotecnico diplomato alla "Scuola Radio Elettra" che non è poi cosa molto diversa dall'essere un imbianchino austriaco, e siete la vergogna dell' Italia, avete ragione ad avere paura dell'Europa, perchè  in nessun paese europeo sareste presi sul serio, anche se non siete solo folklore, con le pagliacciate delle ampolle delle acque eridanie e con le camicie verdi ma un'infezione, sia pure circoscritta, che va curata prima che infetti, più di quanto non abbia già fatto , il nostro paese. 

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lunedì, giugno 13, 2005

MADRID 1956

Dunque, la macchina del tempo esiste.Improvvisamente l'Italia delle battaglie civili, del divorzio, della legge 194 è oscurata( per ora) in attesa di essere spazzata via da un mix d'opportunismo, indifferenza e stupidità.

L'opportunismo è quello di chi pensa che in Italia si possa, se non vincere, per lo meno stare a galla solo con l'appoggio o quanto meno senza l'ostilità delle gerarchie vaticane: Mazzini, tanto celebrato quanto tradito in questi giorni, Cavour appaiono per quello che sono, o meglio per quello che si vuol far passare che siano, residui di un passato e di una speranza laica, la modernità è Ratzinger e chi a lui si accoda buttandosi alle spalle un passato di mangiapreti, insopportabili nel loro nuovo ruolo come lo erano quando professavano un anticlericalismo bilioso.

L'indifferenza è quella di chi pensa che un problema come la procreazione assistita non lo riguardi, che se la sbrighino quelle poche decine di migliaia di coppie che vivono il dramma dell'infertilità ,loro, gli indifferenti hanno altro da fare che perdere tempo per recarsi ad un seggio o per informarsi su questi problemi e poi esprimere un voto.

Questa indifferenza è indissolubilmente legata alla stupidità perchè questi, nel loro egoismo, non si rendono conto che questo è un primo passo, che l'obiettivo vero è altro, cioè quello di uno stato confessionale, tout court, che modelli le sue leggi su quelle della morale cattolica, così come i fondamentalisti islamici sostituiscono a leggi laiche quelle del Corano o comunque della loro interpretazione del Corano.

E così Roma si allontana sempre più da Parigi, Berlino, Londra, Stoccolma,  non solo per ragioni legate allo stato disastroso della nostra economia ma anche per un progetto di stato e di governo che ci fa sempre meno somigliare a quelle città e sempre più a Madrid, ma non quella del 2005, di Zapatero , ma quella del 1956 del generalissimo Francisco Franco.

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