cuore di tenebra

lunedì, agosto 29, 2005

NIENTE DA DICHIARARE

Forse ho finito le batterie, come Hal 9000 comincerò a cantare "Giro, girotondo...." con la cadenza di un 45 giri suonato a 33 giri( 45 giri, 33 giri, qualcuno sa o ricorda o è stato informato di cosa parlo?), questo paese sempre meno Italia e sempre più Itaglia sta dilagando, sommergendo tutto.

Il Governatore della Banca d'Itaglia  e la sua consorte organizzano cordate, insieme agli amici per conquistare fette di potere economico, il potere politico tace, ottunde, stende coltri, quando,  come nel caso di un partito di governo, la Lega, non difende l'operato dell'arbitro, spudoratamente venduto in una partita clamorosamente taroccata.

Già, la Lega, quella di "Roma ladrona", che per difendere meglio i padani crea la Banca Popolare Credieuronord scrl, con sede in Milano, ovviamente,Via Cartesio, 2, che come dice il vice -presidente Gianmaria Galimberti in una intervista a "La Padania" nel Gennaio del 2001 "...si muoverà su un piano assolutamente deontologico e certamente non verranno fatti dei prestiti graziosi perchè non è nello spirito della banca...." e tutto questo in barba a quel "Dottore in teologia mortale" come la Lega definiva ,allora, quel ciociaro di Antonio Fazio.

Ma, come spesso accade nella vita e come ci ricordava David Mamet in un bellissimo film, le cose cambiano e nel giro di pochi mesi la banca nata per moralizzare il credito e per dare impulso alla economia padana crolla sommersa dai debiti, debiti originati da prestiti "graziosi",  ma che dico graziosi, graziosissimi come quelli  a Maurizio Baiocchi, tesoriere della Lega e membro del cda della banca o a Enrico Cavaliere, presidente del consiglio regionale veneto o, ancora peggio, con un gioco di prestigio fa sparire sotto il naso del tribunale fallimentare miliardi di Carmen Gocini per conto di Angiolino Borra, candidato della Lega per il cda della Rai.

E così tremila fedelissimi padani, leghisti della prima ora, si ritrovano al verde, come le camicie che orgogliosamente indossavano, senza una lira e con un gran giramento di coglioni per essere stati presi per i fondelli da coloro che gridavano, appunto, contro Roma Ladrona.

Si va, o meglio si andrebbe nel penale e ad andarci di mezzo sarebbe metà del gruppo dirigente della Lega se, provvidenzialmente, non apparisse all'orizzonte il salvatore nella persona di Fiorani, già proprio lui, l'amico di Fazio, il boss della Banca Popolare di Lodi , lo scalatore imperterrito che si compra il cadavere della banca e salva dalla galera un bel po' di leghisti doc, con buona pace dei tremila coglioni di risparmiatori padani che devono ancora vedere una lira di quello che avevano investito.

E qui tutto cambia e il "Dottore in teologia mortale", Antonio Fazio, il ciociaro, d'improvviso diventa una vittima dei poteri forti e bisognerà passare sul cadavere della Lega , si fa per dire, per farlo dimettere, anche se la sua permanenza alla guida della Banca d'Italia, è motivo di grave imbarazzo in tutte le istituzioni finaziarie internazionali e getta discredito sul nostro paese.

Visto come cambiano le cose? Tuttavia quello che mi sconcerta e mi lascia allibito è che tutto questo accade in una indifferenza sostanziale dell'opinione pubblica, come se tutto questo fosse ineluttabile, come la grandine o il fato e quindi, come tale, da sopportare, magari urlando "Piove, governo ladro!" per poi precipitarsi a vedere la puntata finale de "L'isola dei famosi".

Sarà necessario, anche se passerò da razzista a dire così, a cominciare a distinguere fra italiani e itagliani, ma forse è già troppo tardi.   

 

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mercoledì, agosto 03, 2005

IL COMUNICATORE

Ipocrisie italiane

Che Silvio Berlusconi sia un comunicatore è fuori dubbio, la domanda che io mi pongo è se il comunicatore si comunichi.

Mi spiego, il Pastore Tedesco ha ripetuto, solo qualche giorno fa, che i divorziati non possono accostarsi al sacramento dell'eucarestia e allora, come si dice, sorge spontanea la domanda, ma tutti quei difensori della famiglia, i custodi dell'ortodossia che gridano allo scandalo per quanto avviene in Spagna, quei bei democristiani veri o di complemento , da Berlusconi a Casini che hanno avuto vicende familiari, rispettabilissime, secondo la morale laica, ma comunque tormentate, che sono passati da un matrimonio all'altro e che, se ricordo bene, non hanno usufruito di compiacenti Rote più o meno sacre ( o non è così? beh, per Silvio l'impotentia coeundi mi sembra francamente improponibile), comunque, dicevo, tutti questi moralizzatori a tempo pieno , rispettano le indicazioni della Chiesa e si astengono, come peccatori non redenti, dall'Eucarestia o hanno trovato qualche sacerdote che per loro fa qualche eccezione?

Fra tutti i problemi di questo paese certamente questo mi sembra assolutamente insignificante ma è una mia, forse bizzarra, curiosità che qualcuno potrebbe soddisfare.  

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lunedì, agosto 01, 2005

NON E' FACILE

Ho riflettuto molto prima di scrivere un post sul terrorismo, su quello che significa, sui riflessi che avrà sui destini individuali e collettivi di tutti noi, mi tratteneva il fatto che sono stati spesi fiumi di parole, analisi, commenti ed inoltre il rischio di essere frainteso, di esporre idee che potessero apparire, in qualche modo, giustificazioniste, cosa che è lontanissima dai miei pensieri.

Con queste premesse vorrei fare solo alcune scarne riflessioni che sento , profondamente e , pazienza, se verrò frainteso e se non si coglierà il senso di ciò che voglio dire.

Innanzitutto, come sempre, non esistono rimedi facili per problemi complessi come quello del terrorismo: per questo le analisi e le soluzioni alla Bossi e alla Fallaci, non solo sono inefficaci ma vanno esattamente nella direzione auspicata dagli strateghi del terrore, disegnare, cioè, un mondo dove ciò che prevalga sia la logica dello scontro, assimilando sempre più le nostre scelte a quelle di chi vuole una società chiusa in se stessa e che per difendere questa unicità, sacrifica libertà, possibilità di feconde contaminazioni tra culture insomma, in una parola, tutto ciò che la nostra civiltà ha costruito a partire dal 1789, la mia paura maggiore non è tanto e non solo di trovarmi di fronte ad Al Qaeda ma di diventare uno spettatore, impotente di uno scontro tra il fondamentalismo islamico e il fondamentalismo occidentale: in questo scenario le nostre libertà farebbero la fine del vaso di coccio fra  vasi di ferro e del resto una sciagurata anticipazione di tutto questo si sta vedendo in Iraq.

L'altra cosa che mi sento di dire è che non sono fino in fondo convinto che esista un " problema terrorismo" o meglio, per non essere appunto frainteso esiste una questione legata al terrorismo nella stessa misura in cui, in un malato grave, esiste un problema legato alla temperatura corporea: è ovvio che se uno ha la febbre a 40 gradi deve essere curato "anche" con antipiretici, prima che la temperatura così alta provochi danni irreversibili all'organismo, alla stessa maniera il terrorismo richiede risposte "specifiche" di prevenzione e repressione ma tutto questo non può farci dimenticare mai che questa "febbre" è un sintomo, grave, ma sempre un sintomo di una malattia gravissima e che se non si cura la malattia il sintomo può essere alleviato per breve tempo ma poi ritornerà più violento di prima.

Con questo paragone intendo dire che l'umanità e il mondo che la ospita sono malati, gravemente, per i disastri ambientali che, provocati dall'uomo, si avvicinano, per le ingiustizie che costringono tre quarti degli esseri umani a vivere in condizioni miserabili, per rapporti tra gli stati improntati alla legge del più forte, con un diritto internazionale inesistente nella misura in cui sa essere solo forte con i deboli e debole con i forti.

Qualche sera fa ho sentito un esempio che ci dà l'idea dell'intollerabile ingiustizia che macchia questo mondo: prendete l'elenco telefonico di una media città italiana, con trentamila abbonati, Terni, ad esempio, cominciate nel corso della giornata a strappare le pagine di questo elenco per arrivare a sera a distruggerlo tutto, ebbene, a sera avrete cancellato 30.000 nomi, un'intera città,  tanti quanti sono i bambini che ogni giorno muoiono di fame o di malattie curabili con farmaci banali; questa è la malattia del mondo e se non si cura questa difficilmente scompariranno i sintomi terribili che l'accompagnano.   

postato da cuoreditenebra 15:00 | commenti (3)