lunedì, settembre 26, 2005
Le vetrine di Forte dei Marmi
A Forte dei Marmi si va per vedere le vetrine e per vedere i ricchi.
Spesso sia le vetrine che i ricchi sono stupidi, non è un'opinione è un dato di fatto, come altrimenti definireste un paio di jeans, vecchi, lacerati, praticamente inservibili che vengono fatti pagare 200 euro e chi li acquista e li indossa? Aggiungo, non è solo stupido è anche offensivo per chi, e non sono pochi, le toppe è costretto ad indossarle.
Tuttavia, al di là di questa osservazione che qualcuno definirà moralistica, osservare le vetrine del Forte è interessante. Fino a pochi anni fa il gap tra i prezzi che si leggevano sui capi d'abbigliamento e i redditi del ceto medio con stipendio era grande ma non invalicabile, si poteva persino pensare, ogni tanto, di acquistare un paio di pantaloni o una giacca ( senza toppe), concedendosi un lusso e chi gestiva questi negozi aveva cura di questi clienti occasionali che, messi in fila, uno dopo l'altro, costituivano una parte rilevante della clientela.
Da alcuni anni non è più così, chi produce e chi vende l'abbigliamento di lusso ha capito, ormai, che è inutile pensare di fare affari con questa fascia di clienti e allora si punta tutto sui ricchi che sono diventati sempre più ricchi mentre il ceto medio a reddito fisso si è impoverito.
E così i prezzi di questo tipo d'abbigliamento si sono moltiplicati per due, tre, quattro volte compensando, con i maggiori utili per capo, le minori vendite.
E i ricchi che fanno? Comprano, comprano a più non posso, giacche a mille euro, jeans ( lacerati) a 200 e via di questo passo, il prezzo è uno status symbol e la qualità estetica è, tutto sommato, insignificante: è il trionfo della volgarità del denaro.
La cosa, di fronte ai problemi che ha il nostro paese, è , tutto sommato, marginale eppure ci dice, nella sua elementarietà, una cosa fondamentale, che in questi anni c'è stata una gigantesca redistribuzione del reddito a favore del 10% della popolazione italiana e a scapito del restante 90%.
Se questo è vero e credo che sia indubitabile è chiaro da dove deve partire una politica di rilancio del nostro paese, invertire questo trend, fare in modo che il flusso del denaro che, in questi anni, si è diretto verso l'alto faccia, di nuovo, il percorso inverso, verso il basso.
Servono soldi per lo stato sociale? Si prendano dove ci sono, si tassino adeguatamente, allineandoci agli standard europei, le rendite finanziarie, chi ha realizzato immensi guadagni con la compravendita d'immobili paghi e , guardate, non è solo un problema di giustizia sociale è il modo, l'unico modo per far ripartire i consumi interni e quindi riavviare il motore , drammaticamente inceppato dell'economia.
Non c'è niente di rivoluzionario in tutto questo se non l'ovvia constatazione che le politiche liberiste di questi anni sono fallite facendo pagare altissimi costi sociali e avvitando in una spirale drammatica la nostra economia,
Vorrei che queste cose, che fanno parte di un minimo bagaglio riformista, che sono solo pallidi echi della socialdemocrazia classica e di Bad Godesborg, fossero dette con chiarezza dal centro-sinistra, almeno questo.Chiedo troppo?
martedì, settembre 13, 2005
LA PELLE DURA
Abbiamo la pelle dura, noi.
Ne abbiamo passate di tutti i colori, siamo stati feriti, qualcuno s'illudeva che fossimo feriti a morte e invece siamo ancora qui, pieni di cicatrici, è vero, ma vivi, nonostante tutto e tutti.
Noi siamo quelli che hanno sentito lo scoppio della bomba a Piazza Fontana, che hanno contato i morti a Brescia, sull'Italicus, alla stazione di Bologna, che hanno assistito sgomenti al rapimento e all'uccisione di Aldo Moro, per mano delle Brigate Rosse e abbiamo capito subito che questi, insieme a chi li foraggiava e li sosteneva ( vedere per credere il bel film di Martinelli "Piazza delle cinque lune" ) erano i nemici dei lavoratori.
Abbiamo visto e combattuto contro uno, dieci, cento attacchi alla nostra fragile democrazia, l'abbiamo difesa anche se l'avremmo voluta diversa e abbiamo creduto e crediamo alla Costituzione repubblicana.
Siamo passati attraverso anni in cui la pubblica moralità era calpestata, con le istituzioni in mano a faccendieri,quando ci si beveva, tracannandolo non solo Milano, ma l'intero bilancio dello stato, abbiamo sopportato come terza carica dello stato, Presidente della camera dei deputati, Irene Pivetti, una specie di soubrette del macabro e Castelli Ministro della giustizia, un ossimoro vivente, le leggi ad personam per permettere al Cavaliere di diventare sempre più ricco e ai suoi sodali di non andare in galera , abbiamo visto guerre costruite su falsi pretesti e lo scontro tra gli opposti fondamentalismi insanguinare il mondo, come una rappresentazione teatrale dove tutto è falso, eccetto i morti, civili soprattutto, che sono veri, drammaticamente veri.
Tutto questo abbiamo visto e vissuto e siamo ancora qui e sarà difficile toglierci di torno, per questo, anche se è difficile vedere l'alba dentro l'imbrunire, una speranza, piccola ma ancora viva resiste.
Buona fortuna a me e a quelli che ,come me, sono passati attraverso bufere e tornadi e ancora sono qui a sperare e lottare.