lunedì, gennaio 23, 2006
NON E' DIFFICILE
Non è ( non sarebbe) difficile dire al signor Berlusconi( già illustratosi con una fantasiosa ricostruzione della storia di Roma: Giulio figlio di Enea e antenato di Romolo e Remolo ) che Antonio Gramsci non poteva elaborare nessuna teoria sull'egemonia e sulle casematte del potere come tentativo d'aggirare la divisione delle sfere d'influenza nate con la Conferenza di Yalta, essendo, nel 1945, morto nella carceri fasciste da otto anni.
Non è ( non sarebbe) difficile ricordare al nostro Presidente del Consiglio che , anche a prendere per buoni i dati Istat sull'inflazione, il reddito dei lavoratori dipendenti, in questi anni, è diminuito del 2,3% mentre è aumentato enormemente quello derivante dalle rendite finanziarie.
Non è (non sarebbe) difficile rammentare al suddetto che la sua occupazione, illegale, dell'etere con Rete 4, è stata resa possibile dagli appoggi politici di cui ha goduto, a proposito d'intrecci tra affari e politica e , probabilmente, grazie anche alla sua appartenenza alla Loggia massonica eversiva denominata P2.
Non è (non sarebbe) difficile mettergli davanti agli occhi il fatto che le risorse per la cultura, per lo spettacolo e soprattutto per la ricerca scientifica sono state drasticamente ridimensionate, relegandoci agli ultimi posti, non solo, in Europa ma nel mondo in questi settori.
E, infine, se tutti, o quasi tutti, non avessero paura di apparire come difensori della classe politica, categoria quanto mai astratta, quanto mai generica e dunque non usabile se non per bieco o sciocco populismo, dicevo, non sarebbe difficile ricordare che il taglio indiscrimato alle spese della politica, tanto strombazzato è quanto di più ingiusto vi possa essere: tagliare il 10% degli emolumenti al Presidente del Consiglio o anche ai Deputati, non cambia di una virgola le loro condizioni di vita e la loro possibilità di fare politica, operare lo stesso taglio ad un sindaco di un piccolo paese che ne prende 1200-1300, significa costringerlo se è, come lo sono quasi tutti i sindaci, una persona onesta, a smettere di fare il sindaco, a meno che non sia ricco avendo, come risultato finale, che la politica diverrà, sempre di più, roba per ricchi.( Non sono un sindaco, non ricavo una lira dalla politica e il mio lavoro è nel settore privato, a scanso d'equivoci).
Dunque, tutto questo non sarebbe difficile dirlo, ma allora, che aspettano a farlo?
martedì, gennaio 17, 2006
CHE FARE?
Bel titolo, molto retrò, dal quale si può facilmente evincere delle mie frequentazioni leniniste, della mia età, anche se, a dire il vero e a mia discolpa, il Lenin che più mi ha affascinato è stato sempre quello utopico di "Stato e rivoluzione", rapidamente oscurato nella notte dello stalinismo.
Ma non divaghiamo. La domanda credo che sia, oggi, più che legittima: siamo, con tutta evidenza, governati da un Comitato d'affari, che ha, in questi anni, esercitato una capacità legislativa smisurata rivolta, fondamentalmente, a fare decreti, leggi, provvedimenti che tutelassero il suddetto Comitato e , precipuamente, il suo Lider Maximo, da qualsiasi possibile, paventato pericolo giudiziario e che garantissero affari in grande stile. Fra qualche anno, quando sarà possibile un esame sereno e obiettivo, di questi anni, risulterà in tutta evidenza la bulimia affaristica del Cavaliere e dei suoi sodali, fra qualche anno perchè, per ora, osserviamo, tra lo sbigottimento e l'ammirazione per l'impudenza, il signor Berlusconi lanciarsi in una appassionata filippica contro gli intrecci tra politica e affari e contemporaneamente i suoi oppositori, difendersi, balbettando, da queste accuse, pregando il Cavaliere di abbassare i toni. Senso dello stato, timidezza? A me sembra, fondamentalmente, un'incapacità d'inchiodare ai suoi fallimenti, che abbiamo pagato, a caro prezzo, tutti noi, il berlusconismo e chi gli ha tenuto bordone e di denunciare, con la necessaria forza, l' uso privatistico dell'azione di governo, perchè di questo si parla per quanto riguarda questi anni sciagurati.
E il bello( anzi il brutto, l'orrendo) è che questo atteggiamento imbelle, comincia a produrre i suoi effetti, i sondaggi, ci dicono che la cosiddetta Casa delle libertà è in rimonta, che la vittoria del centro-sinistra alle prossime elezioni non è poi così certa, che nonostante gli schiaffi, i pugni subiti dalla maggior parte degli italiani in questi anni, molti di loro sono pronti, nuovamente, a votare Berlusconi & co..
Allora, capite bene, che è legittimo porsi la domanda su "Che fare?" nel caso, sciagurato, che dovessimo ancora subire anni di governo del Cavaliere, per poi magari vedercelo nominare Presidente della Repubblica, vederlo, insomma stravincere, dopo averlo visto vincere, non solo e non tanto a livello di governo, ma soprattutto a livello di modelli culturali(?) imposti, con le sue televisioni, con il disprezzo per la gente, equiparata, tout court, a telespettatori-consumatori di 10-12 anni.
Cresce, prima come un leggero rumors, poi detto tra lo scherzoso e il serio, poi sempre più come cosa verosimile, un pensiero: se rivincono io me ne vado all'estero, non ci sto in questo paese che non è più il mio. Lo so, è una tentazione irrazionale, deprecabile, anche, difficilmente realizzabile per la maggior parte della gente comune eppure io ho cominciato, da qualche tempo, a studiare meglio la geografia, gli usi, i costumi e le leggi di 4 o 5 paesi.
Accetto suggerimenti.
venerdì, gennaio 13, 2006
MISTERI
Qualcuno è arrivato al mio blog cercando su Google "Malattie e sintomi del pastore tedesco" ma soprattutto "Foto di donne strangolatrici". Ecco, al di là del fatto che sarebbe interessante sapere l'utilizzo che si possa fare delle foto di donne strangolatrici, questa è una delle ragioni per cui, in questo momento, scrivo poco o niente: che senso ha parlare di politica se poi, chi ti legge, lo fa perchè ha cercato di arrivare( contattare anche?) a esseri di sesso femminile che praticano lo strangolamento?