mercoledì, marzo 29, 2006
DURE A MORIRE
Le bugie. Sì, le bugie sono dure a morire e anzi quando vengono ripetute , in continuazione, soprattutto dai nuovi pulpiti come le televisioni, con la stessa cadenza di un mantra ossessivo, cessano di essere o di apparire bugie e divengono , prima mezze verità, poi senso comune.
Berlusconi, di cui tutto si potrà dire ma non che non sia un grande comunicatore, finchè per lo meno , qualcuno non gli sbatta in faccia la realtà, sa bene tutto ciò e passa indenne o quasi attraverso mari, anzi oceani di bugie, della cui natura ( e qui c'è, forse qualcosa di patologico) lui stesso , dopo un po', comincia a dubitare.
Si potrebbe fare un elenco lunghissimo di esempi di come e su cosa ciò avvenga, mi limito a quello che secondo me è il più clamoroso, quello delle tasse.
La bugia consiste nel dire che il centro-destra , in questi anni anni, ha diminuito l'imposizione fiscale, non come avrebbe voluto, certamente, pressato com'era dalla congiuntura internazionale e dalla feroce opposizione dei tassomani o tassofili del centro-sinistra in Parlamento, ma comunque l'ha diminuite, innescando un processo virtuoso di diminuizione della spesa pubblica e di diminuizione della pressione fiscale.
Questa non è una bugia: è un cumulo di bugie che si reggono ( o tentano di reggersi) l'una con l'altra.
Non è vero che la spesa pubblica è diminuita, anzi è andata fuori controllo, con buona pace dei tetti, sbagliati, indiscriminati e inutili, che si è cercato d'imporre alle amministrazioni pubbliche , soprattutto a quelle locali.
Ma prendiamo pure, per un attimo per buono, che le tasse siano diminuite: come mai nessuno se n'è accorto? O meglio come mai non se n'è accorta la stragrande maggioranza degli italiani che veleggia tra un reddito annuale di 15,000 e 30,000 euro? Semplicemente perchè non è vero.
Mi spiego, intanto la rimodulazione dell' Irpef è avvenuta a tutto vantaggio dei redditi più alti per cui chi guadagna 100mila euro l'anno ne ha dei vantaggi consistenti ma chi ne guadagna 20mila si trova in tasca pochi spiccioli in più; si dirà, comunque pochi spiccioli sono sempre di più che niente e qui sta l'inganno, il vero inganno nel quale tutti o quasi tutti quelli che discutono in questa campagna elettorale sembrano o fanno finta di non accorgersi.
Il problema è che si è consentito al signor Berlusconi & co. di fare un'operazione di occultamento della verità, attraverso quella che con una figura retorica si chiamerebbe metonimia, cioè la confusione , la sostituzione di un concetto con un altro, di una parte per il tutto, cioè, in parole povere si fa finta che l'Irpef, che rappresenta solo una parte minoritaria del gettito fiscale, sia il tutto.
Se non sbaglio solo Pezzotta, in una trasmissione ha ricordato che in questi anni sono aumentate enormemente le imposte indirette, cioè quelle che paghiamo, quotidianamente, anzi più di una volta al giorno, facendo benzina, comprando le sigarette, acquistando dei bolli, insomma facendo gli acquisti di tutti i giorni su centinaia di articoli, molti di prima necessità e le imposte indirette sono quanto di più ingiusto possa esistere perchè colpiscono indiscriminatamente tutti, ricchi e poveri, senza nessun criterio di progressività; anche attraverso questa via si è realizzata in questi anni una gigantesca redistribuzione del reddito a favore dei ceti più agiati e a scapito di quelli meno abbienti.
Non c'è solo , quindi, l'impunità garantita ai redditieri e anche agli evasori fiscali, redditieri che pagano mediamente, sui giganteschi guadagni realizzati con speculazioni finanziarie un terzo di quello che paga ogni lavoratore dipendente, ma c'è anche e soprattutto questo enorme salasso derivante dall'aumento delle imposte indirette.
Insomma, il signor B. e i suoi sodali hanno fatto quello che è il loro mestiere e hanno dato ottima prova della loro vocazione, quella di essere dei Robin Hood alla rovescia che rubano ai poveri per dare ai ricchi.
Speriamo che gli italiani, il 9 e 10 Aprile, si facciano un regalo e gli impediscano di continuare.
mercoledì, marzo 15, 2006
TRISTE PIERROT
Avete presente quel clown depresso nella pubblicità di Reale Assicurazioni? Ecco, Berlusconi mi ha fatto lo stesso effetto, ieri sera, nel faccia a faccia, il massimo della tristezza, addirittura Prodi sembrava una botta di vita.
Ora, vediamo, se mettendoci d'impegno riusciamo a perdere anche con un pagliaccio ( un Puffone? ) caduto in depressione: sarebbe il massimo dell'autolesionismo.
Di qui al 9 Aprile, voi che avete in mano le sorti del centro-sinistra, fatemi un favore, tacete il più possibile, limitate al minimo qualsiasi occasione di gaffe, evitate , se potete, di cadere nella sindrome da Tafazzi : ci penserà il Cavaliere disarcionato, il clown triste a farci vincere.
martedì, marzo 14, 2006
A SCANSO DI EQUIVOCI
Scrivo quando l'intero paese sta trattenendo il fiato ( si fa per dire, ovviamente ) in attesa della sfida, anzi la Sfida, con la esse maiuscola che avverrà stasera tra Prodi e Berlusconi.
Non mi aspetto nulla dal dibattito di stasera anche se, com'è ovvio, mi auguro che appaia in tutta la sua evidenza l'attitudine da prestidigitatore bollito del Presidente del Consiglio e una decente capacità di dare un'alternativa passabile al disastro di questi 5 anni di governo del centro-destra ma mi chiedo, ancora una volta, com'è possibile che appaia, quanto meno appaia anche se non lo sarà, decisivo questo dibattito quando era ed è ovvio che, di fronte ad un disastro di questo genere, gli italiani avevano ed hanno una sola possibilità : cacciare chi li ha impoveriti , meglio un apterix, uccello privo di ali e con piume lanuginose di questi, se non altro non avrebbe voraci appetiti come quelli che hanno ampiamente dimostrato Berlusconi e i berluscones.
Il problema è che al Cavaliere è rimasta una sola qualità, alzare cortine fumogene, parlar d'altro, dirottare e questo lo sa far bene, anzi benissimo, sarà anche bollito come prestidigitatore ma sempre prestidigitatore è.
Quello che mi stupisce, anzi mi correggo, mi fa incazzare è che ancora una volta i Nostri Eroi glielo abbiano permesso, non siano riusciti ad inchiodarlo alle sue responsabilità: è incredibile, mentre il paese arranca si è fatta una campagna elettorale parlando di par condicio, di dibattito sì, dibattito no, di Lucia Annunziata versus Berlusconi con la ciliegina sulla torta di quegli imbecilli criminali che hanno fatto qualche falò, in pieno giorno, nel centro di Milano.
Ma forse mi sbaglio, forse stasera il Buono vincerà contro il Cattivo, forse apparirà chiaro per tutti il Grande Bluff e gireremo pagina. Forse.
giovedì, marzo 02, 2006
ARRIVANO I NOSTRI
Non so a voi ma a me la performance del nostro( speriamo ancora per poco) Presidente del Consiglio davanti al Parlamento americano ha provocato, innanzitutto, un moto d'ilarità.
Innanzitutto il contesto: di cose di questo genere, cioè di capi di stato che vengono a rendere omaggio alla super-super potenza planetaria ne accadono a decine ogni anno, dal presidente del Burundi a quello di Andorra e tutto ciò avviene nella massima indifferenza del mondo politico e dei media americani: lo spazio che i giornali e le televisioni degli Usa dedicano a questo avvenimento è inversamente proporzionale a quello che, nel nostro provincialismo, appare sulla stampa italiana e sulle televisioni ( di diretta proprietà del signor Berlusconi o da lui controllate), insomma si scambia un omaggio e un atto di servilismo dovuto per una grande consacrazione internazionale di fronte a una 50ina di deputati americani su 350 ( gli altri che apparivano erano commessi misericordiosamente nella parte di comparse) e ad una Hillary Clinton che temo abbia iniziato una triste parabola verso il rincoglionimento.
Splendida la storiella (evidentemente inventata) del padre del nostro Silvio che porta il figlio a omaggiare i caduti in guerra americani e non, come accadde invece nella realtà, a prendere proficui contatti con personaggi assai meno commendevoli ma assai più utili per iniziare la scalata nel mondo dell'edilizia e delle televisioni.
Il tocco finale è poi l'onorificenza, Freedom, consegnata al Nostro sulla portaerei Intrepide : notare, prego, i nomi ( Freedom,Intrepide) e ditemi voi se non vi suscita, tutto ciò, un'intensa nostalgia per chi avrebbe dovuto esserci e invece non c'era: John Wayne, of course.
Nel frattempo, mentre il Nostro mieteva allori oltre confine, il 2005 si è chiuso con la crescita zero della nostra economia( ultimo paese europeo) e con centomila posti di lavoro in meno.
Finirà, ditemi che finirà, ditemi che il 10 Aprile s'avvicina, francamente, oramai, siamo arrivati alla frutta, dopo questo possiamo chiudere e altri 5 anni così sarebbero una prospettiva assolutamente indigeribile.