cuore di tenebra

venerdì, giugno 15, 2007

L' ELASTICO SPEZZATO/2

Non ho usato a caso, nel precedente post, la metafora dell'elastico: io sono stato, per decenni un elastico, mi sono adattato, mi sono turato il naso e qualche volta ho anche chiuso gli occhi, so che la politica non è un giardino di mammole e nonostante questa consapevolezza non cesserò di occuparmi di politica e, dunque, in qualche modo, di fare politica, ciò che cesserò di fare è di assolvere coloro, siano strutture o uomini, che pretendono di rappresentare la sinistra nel nostro paese.

I partiti sono fatti da persone, in carne ed ossa ed esprimono, nella loro normale fisiologia, gruppi dirigenti che rappresentano gli interessi, le idee, le attese di coloro che li hanno eletti, quando invece la normale fisiologia diventa patologia i gruppi dirigenti diventano oligarchie, si autolegittimano, sono autoreferenziali e non hanno nessun rapporto reale con gli elettori che pretendono di rappresentare.

Questo è avvenuto in questi ultimi 15 anni nei partiti della sinistra  e così gruppi dirigenti che sono passati da una sconfitta all'altra, che hanno consegnato il paese nelle mani di Berlusconi e che fanno di tutto per consegnarglielo di nuovo, continuano a stare al loro posto, imperturbabili, in questo loro mondo parallelo non esiste il concetto di "fare un passo indietro", non lo faranno mai, rovineranno, finiranno di rovinare la sinistra italiana e continueranno a stare al loro posto, seguendo un esempio classico , quello del Partito comunista francese, che si è brillantemente suicidato pur di non cambiare gruppi dirigenti.

I DS, caro compagno ( si può usare ancora questo termine?) Carnesalli, ahimè, non siamo noi , sono loro e saranno ancora di più "loro", quando nascerà il PD, loro tra i quali, insisto, è avvenuta una mutazione genetica irreversibile.

Vuoi un'ulteriore, drammatica ( e anche un po' disgustosa ) prova di quello che dico? Leggiti l'intervista di stamani, sul Corriere della Sera a Ugo Sposetti, tesoriere dei DS.

Ne riporto il fior da fiore perchè è veramente illuminante.

Dice il nostro Ugo : " Ma con chi dovremmo parlare? Con chi dovrei parlare io? Con gli straccioni? Io sono un tesoriere di un partito quindi mi sembra ovvio, normale, scontato, che ogni tanto io stia lì, al telefono con qualcuno che conta, che fa girare i soldi".

Bene, questo è ciò che oggi pensa e dice, un po' rozzamente ma sinceramente, uno che ricopre un ruolo chiave nei DS.

Ciò che mi ferisce di più è il termine "straccioni" che, presumo sia riferito a chi non può staccare assegni con molti zeri , ebbene, vorrei ricordare al signor Sposetti ( qualcuno se la sente di chiamarlo compagno?) che la storia del movimento operaio in Italia, della sinistra, del PCI, è una storia fatta dagli "straccioni" che si sono battuti anche perchè i padroni del vapore non si permettessero più di chiamarli con l'epiteto dispregiativo di "straccioni", sono loro che hanno raccolto lira per lira, fumando qualche sigaretta in meno, rinunciando a mangiare una pizza, i fondi che servivano perchè le lotte potessero continuare, perchè per costruire una società più giusta servivano strutture e "straccioni" erano anche i funzionari del Pci che avevano stipendi da fame, che non potevano essere superiori a quelli di un operaio metalmeccanico del quarto livello.

Certo, altri tempi, non pretendo che Sposetti vada ,porta a porta, a fare la "sottoscrizione", anche perchè credo che si beccherebbe molti vaffan... dagli "straccioni" , so che è più facile fare una telefonatina al Ricucci di turno ma proprio qui sta la mutazione genetica di cui parlavo nel post precedente: il PCI raccoglieva fondi tra gli "straccioni", Sposetti tra gli immobiliaristi : c'è qualcuno così ingenuo da pensare che questo non influisca sulle scelte politiche?

Vedi , caro compagno ( tu sì, Sposetti no) Carnesalli io credo ancora nella sinistra, nella possibilità e nella necessità di battersi ancora per ciò che essa rappresenta, ma servono altri strumenti,altri partiti, altre strutture, ciò che il mercato della se-dicente sinistra organizzata offre iin Italia . credimi, è da buttare, non serve più e prima ce ne renderemo conto meglio sarà, soprattutto per noi "straccioni".       

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giovedì, giugno 14, 2007

ANCHE GLI ELASTICI, NEL LORO PICCOLO, SI SPEZZANO

Alla fine tira oggi, tira domani anche quel piccolo filo che continuava a legarmi a quella parte della sinistra chiamata Ds, a quelle storie individuali con le quali ho condiviso decenni di di discussioni, riunioni, lotte, successi (pochi) e sconfitte ( molte) si è spezzato.

Molte cose in questi anni mi hanno diviso da loro tanto che oramai da molti anni non ho più nessuna tessera in tasca, dalle scelte "bicamerali", fino al progetto del PD, ho sopportato le, conversazioni, poco tollerabili, con i genietti della finanza Unipol, tipo Consorte, considerandole deformazioni di un senso comune di appartenenza alla stessa storia; in tutte queste circostanze, per usare una tragica immagine usata molti anni fa, li ho considerati "compagni che sbagliano", gravemente, magari ma comunque facenti parte della stessa famiglia alla quale appartengo io e con i familiari, si sa, si è, dobbiamo essere indulgenti e comprensivi, ma i rapporti, assolutamente contro natura, con tipi come Ricucci, scusatemi, non riesco proprio a digerirli.

Il signor La Torre sapeva benissimo con chi stava parlando quando scherzava con il suddetto Ricucci, con un tono da compagni di merenda, di complici, nessuno ignorava due anni fa che questo immobiliarista apparteneva a quella schiera di chi, facendosi beffe, di chi tira con gran fatica il carretto nel nostro paese, ha fatto soldi , tanti soldi, centinaia di milioni di euro, comprando, con i soldi delle banche immobili dai quali cacciare inquilini che , magari, abitavano lì da decenni, per farne uffici centri direzionali e furfantaggini  di questo genere ed eleudendo il fisco grazie a leggi compiacenti.

Allora, ognuno è libero di scegliersi, gli amici, i sodali, i complici che vuole ma dove sta il signor La Torre, con incarichi di grande rilievo, io non ci sarò mai e non potrò mai considerarlo come "un compagno che sbaglia", è proprio un'altra cosa da me, un altro Dna, la mutazione genetica è avvenuta, mi dolgo solamente di essermene accorto così in ritardo.

Fanno bene a chiamarsi Partito Democratico: la sinistra è un'altra cosa. 

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martedì, giugno 12, 2007

RISPOSTA DOVUTA

Non lo farei con altri, a lei devo una risposta seria, meditata perchè in quello che scrive ci mette cuore, cervello e viscere e non posso vederla approdare a porti che non sono i suoi.

Dunque, Verdad mi scrive del suo disincanto, anzi della sua rabbia e , al di là della sua vicenda personale, esprime la delusione e la rabbia di una fetta importante del Nord Italia e spiega, oltre ogni spiegazione sociologica o politicistica, il senso dei risultati elettorali in questa parte del paese.

Verdad ha ragione e torto insieme, ha ragione quando vede il suo lavoro evaporare nel mare magnum d'imposte, tasse, balzelli e si ribella a questo stato di cose; aggiungerei, anche se lei non lo dice, alle motivazioni del suo malessere la montagna di adempimenti burocratici che ruba tempo e risorse a chi lavora.

Ha torto, se lei mi permette, perchè sbaglia ad individuare chi sono i maggiori colpevoli di questo stato di cose.

Veniamo da 5 anni di Governo Berlusconi che ha lanciato alcuni messaggi forti a questa parte del paese: deregulation selvaggia dei rapporti di lavoro( lo sa Verdad quanti sono nel nostro paese i co.co.co. o co.co.pro., quanto guadagnano e che prospettive hanno nella loro vita? Glielo dico io: zero), indulgenza verso la evasione fiscale e non solo e non tanto verso i piccoli artigiani ma verso i grandi speculatori che hanno guadagnato fortune immense ( si pensi agli immobiliaristi) evadendo il fisco o addirittura eludendolo, cioè non pagando tasse o pagandole in maniera ridicola con la benedizione della legge.

Ora perfino il mai-vecchio Cordero si accorge di quanto pesi nel nostro paese l'evasione e pesa, soprattutto e prima di tutto sulle spalle di chi le tasse le paga, i lavoratori dipendenti in primo luogo che non possono scappare e poi coloro che, tra i lavoratori autonomi, non sanno o non vogliono evadere.

In Italia il problema non è un eccesso di spesa pubblica, le questioni vere sono la qualità di questa spesa e il fatto che grava su poche e gracili spalle.

Concludo dicendo che i problemi che Verdad pone sono veri, che una sinistra che faccia il suo mestiere non può minimizzarli o addirittura ignorarli ma che la ricetta non è, non può essere rimettere il paese in mano di chi lo ha portato a questo punto.

Un ultima osservazione: non facciamo guerre tra poveri ( più o meno poveri), quando questo avviene sono sempre i ricchi a guadagnarci.   

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venerdì, giugno 08, 2007

A PROPOSITO DI ITALIETTA

E' proprio vero, nella vita non si dovrebbe mai dire "mai".

E così mi trovo a condividere la vergogna del signor Berlusconi per l'Italietta , con una piccola ma non insignificante differenza, che le ragioni per le quali il nostro paese merita il diminuitivo sono , per me, esattamente opposte a quelle per le quali pensa lo meriti il Cavaliere.

Secondo lui è da "Italietta" manifestare il proprio dissenso per la politica estera del signor Bush, allo stesso modo in cui avviene in tutto il mondo, a cominciare dagli Usa dove il consenso alle scelte sciagurate di questo signore è ai minimi storici e dove ogni giorno si paga un prezzo altissimo a queste scelte con un flusso continuo di bare ricoperte da bandiere a stelle e strisce provenienti dall'Irak, invano nascoste agli occhi dell'opinione pubblica. Il consenso di Bush è così basso (30%? 35%?) che son sicuro che Berlusconi, se abitasse negli Usa, chiederebbe le elezioni anticipate.

Per me è da diminuitivo il servilismo senza limiti che mette insieme, in maniera cialtronesca , i soldati americani morti in Italia 60 anni fa combattendo contro i nazisti, e Dick Cheney che fa affari sulle macerie dell'Irak: non è che non sanno quale e dove sia la differenza ma il loro movimento della lingua è un riflesso condizionato pavloviano e se ne servono non tanto e non solo per parlare ma soprattutto per leccare: bisognerebbe che qualcuno gli ricordasse che non sono più  a libro paga della Cia....forse.

E' da diminuitivo un paese che, al contrario degli Usa che in questo caso sono rapidamente dimenticati , non riesce a darsi una decente legge sul conflitto d'interessi e che ha un capitalismo straccione che prima lucra sui favori della politica e poi si erge a moralizzatore .

E' da diminuitivo un paese dove negli ultimi anni i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi e dove l'evasione fiscale è nell'ordine dei 200 miliardi di euro, tolti alla possibilità di avere pensioni decenti, una sanità migliore, asili nido in numero sufficiente.

E' da diminuitivo un paese in cui, nonostante decine e decine di riforme andate a vuoto, si deve continuare a parlare di servizi deviati e di nuova P2 e non riusciamo mai a scoprire, ad esempio, in nome e per conto e al soldo di chi nell'anno scorso sono state montate campagne di delegittimazione di Prodi , immaginiamo chi sia il burattinaio ma non lo sapremo mai con certezza.

Mi fermo qui anche se l'elenco delle ragioni per cui, ahimè, l' Italia è ancora Italietta sarebbero molte e , per quel che vale, se domani potessi essere a Roma anche io sarei a manifestare contro il signor Bush, non contro gli Usa nè tantomeno contro il popolo americano certo in questo modo di mettere il mio piccolo mattoncino per fare dell'Italietta, finalmente, l'Italia, con la schiena dritta e senza la lingua penzoloni. 

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martedì, giugno 05, 2007

CHE SIAN GRULLI?

Non capisco e quando non capisco m'interrogo sui comportamenti di quei bipedi chiamati uomini.

La vicenda dell'integerrimo generale Speciale ( un nome , un destino) a me pare abbastanza chiara, basta leggere gli illuminanti articoli che ad essa ha dedicato in questi giorni La Repubblica: c'è , continua ad esserci nel nostro paese una fiorente ed efficientissima industria che non conosce crisi nè cassa integrazione ed è quella della fabbricazione dei dossier, delle campagne orchestrate, delle deviazioni di fette consistenti di apparati dello stato; niente di nuovo sotto il sole, da De Lorenzo in poi, passando per Gelli questa è stata una delle attività più floride del nostro paese.Oddio, qualche volta negli ultimi tempi hanno steccato e allora hanno costruito bufale così clamorose da abbandonarle dopo qualche fiammata o passaggio su Il Giornale, ricordiamoci dell'affaire Telecom-Serbia e ancora di più della commissione Mitrokhin, ma del resto quando ci si affida a giullari tipo Paolo Guzzanti la credibilità di qualsiasi panzana è minata in partenza.

Resta il fatto che c'è chi, in Italia, continua a far politica nei retrobottega, in locali assai poco puliti e per niente presentabili.

Sempre su Repubblica,  un bell'articolo di Bonini, ci ricorda , prendendo spunto da una lapidaria dichiarazione del Cavaliere formato tascabile ( "Se avessimo sostituito noi il comandante della Finanza perchè indagava su Fininvest ci avrebbero caccciato a furor di popolo") che nel 2001 il signor Tremonti, allora ministro delle finanze di fresca nomina, cacciò via , appunto, il comandante delle Fiamme Gialle, sostituendolo con un suo collaboratore, e per non saper nè leggere nè scrivere, sostituì anche tutti i quadri dirigenti della Finanza in Lombardia, forse colpevoli di aver fatto troppe ispezioni alle aziende Fininvest, nel più assordante dei silenzi da parte dell'allora opposizione di centro-sinistra.

Se tutto questo è chiaro a me, semplice cittadino, perchè non viene gridato, messo in evidenza da chi è oggetto di questi attacchi, cioè i partiti di centro-sinistra?

C'è chi gioca alla meno? C'è una cronica incapacità di comunicazione?C'è come, al solito, il complesso della legittimazione, per cui non si può dire niente su tutto ciò che è in divisa, senza mettersi sull'attenti e scusandosi preventivamente così come avviene da tempo con le gerarchie ecclesiastiche?

Si fa di più, si guarda con diffidenza al lavoro meritorio di Repubblica, sospettando che sia una manovra destabilizzante e scordandosi che fra poco, se si continua così, non ci sarà più niente da destabilizzare e al signor Berlusconi sarà sufficiente raccogliere i cocci dell'autodistruttosi centro-sinistra e rientrare trionfalmente a Palazzo Chigi.

C'è un'ultima ipotesi, agghiacciante ma che, purtroppo mi convince sempre di più: e se i nostri eroi fossero semplicemente dei grulli?       

postato da cuoreditenebra 16:48 | commenti (5)