lunedì, novembre 19, 2007
TRE PAROLE
Ci sono tre parole che mi suscitano allarme e preoccupazione.
La prima è "riformismo" ed è , come ho già cercato di spiegare altre volte, una reazione abbastanza singolare per me che mi considero un riformista; in realtà, in questo caso, ciò che mi spaventa è l'uso che si fa di questa parola che è diventata spesso, nel corso degli anni, sinonimo di arretramento delle condizioni materiali e dei diritti dei lavoratori, cioè tutto il contrario del significato " storico" del termine.
Le altre due parole, spesso usate assieme, sono gente( o ggente, condue g ) e popolo.
E qui, lo confesso, viene fuori il vetero che è in me, la mia anima classista: non esiste la "gente" o il "popolo" come entità indefinite, esistono i poveri e i ricchi, quelli che sfruttano( sempre di più) il lavoro degli altri e chi deve tirare la carretta, faticosamente e stenta ad arrivare alla fine del mese.
Per questo temo, mi fa paura, mi suscita brividi il "populismo" che ha in sè , inevitabilmente, pulsioni autoritarie, che introduce la grande mistificazione per cui il lavoratore del call center a 400 euro al mese e il palazzinaro milanese( a proposito avete visto Report di ieri sera su Milano?) sono entrambi "popolo" da contrapporre ai "parrucconi", ai mestieranti della politica.
State attenti , voi che fate i salti mortali con mille euro al mese, semplicemente, tranquillamente vogliono fregarvi, se poi a fondare partiti del popolo è un anti-parrucconi col trapianto di bulbi piliferi il trucco è evidente.
Certamente, la Francia non è il paese del Bengodi, i poveri sono poveri anche là, però Bernard Tapie, la fotocopia transalpina del nostro Silvio( o forse Silvio è la fotocopia di Tapie?) è, ovviamente, giustamente in galera, qui da noi aspira a ri-diventare Presidente del Consiglio, presentandosi come il nuovo che avanza: c'è una bella differenza!
lunedì, novembre 12, 2007
ARMI DI DISTRAZIONE DI MASSA
Vorrei non essere frainteso.
Mi dispiace che un ragazzo di 28 anni sia stato ucciso da un uso quanto meno disinvolto di un'arma da fuoco di un poliziotto e comprendo e giustifico la rabbia infinita del padre e del fratello: è assurdo e incomprensibile morire così, a poco più di vent'anni e credo che chi ha sbagliato debba pagare.
Detto questo trovo altrettanto intollerabile la reazione di gruppi che non hanno nulla di spontaneo , che non sono composti o che per lo meno non sono guidati da "giovani scalmanati" ma da signori che sanno bene quello che fanno e che uniscono, come si suol dire, l'utile e il dilettevole, cioè con questi mezzi perpetuano il potere di ricatto che hanno oramai da anni nei confronti delle società calcistiche e che gli rende molti soldi e dall'altro lato cercano d'innescare una vera e propria strategia della tensione da buttare sulla scena politica da fascisti o neo-fascisti o neonazisti quali sono.
Ciò che è incomprensibile è la reazione morbida anzi flaccida dello stato, si sa chi sono questi personaggi, tutti sanno che delinquono da anni, dentro e fuori gli stadi, in qualsiasi altro settore della vita civile sarebbero in galera, nel mondo a parte del calcio al massimo gli si impedisce di andare la domenica allo stadio.
Viene da domandarsi il perchè di questo mondo parallelo dove vigono leggi e norme diverse da quelle del resto della società, dove le società,quelle sufficientemente potenti, non falliscono mai, anche se sommerse dai debiti, in cui c'è sempre un decreto spalma-debiti a salvare capra e cavoli mentre nessuno pensa a spalmare nessun debito alle decine di migliaia di famiglie strozzate dall'aumento delle rate del mutuo e che hanno già o avranno a breve la casa pignorata. E perchè non si pensa anche ad uno spalma-affitti visto che per molti questa voce rappresenta il 70-80% del salario?
Un mondo parallelo dove puoi impunemente mettere a fuoco intere città con la polizia costretta a defilarsi perchè la sua presenza potrebbe suonare come una provocazione(sic!) verso questi galantuomini.
Perchè tutto questo è possibile? Semplice anche se può apparire rozzo e schematico, perchè il calcio come la televisione sono potenti mezzi di distrazione di massa. Non è un caso se il più grande illusionista del ventesimo e, ahimè, ventunesimo secolo è, insieme, magnate del calcio e delle televisioni.
Il problema è che chi dovrebbe opporsi a questo inquinamento delle coscienze ha accettato questa logica, questo terreno di confronto, non sa guardare al di là dell'angusto orizzonte che altri hanno delimitato.
Se è grave che un ragazzo di ventotto anni sia ucciso da un poliziotto è gravissimo, intollerabile che ogni giorno nel nostro paese muoiano 4-5 persone sui luoghi di lavoro, più di quanto muoiano soldati americani in Iraq: qui in Italia, oggi, nel 2007 c'è una guerra e nessuno se ne accorge a parte qualche nobile ma vano appello del Presidente Napolitano, M.V. , che conoscevo, bruciato vivo a 21 anni, non merita nessuna prima pagina, al massimo un trafiletto in cronaca.
Io amo il calcio, moltissimo, ma se come sembra, è il nuovo oppio dei popoli, del nostro popolo , se dietro al pallone si consumano nefandezze di ogni genere, palesi e occulte, meglio chiudere gli stadi, non sono tempi da sonni ipnoticamente indotti ma da occhi aperti, anzi spalancati.