venerdì, ottobre 31, 2008
GOVERNO DI "CLASSE"
Lasciamo stare, per un attimo, la Gelmini : lei, povera stella, si limita a eseguire gli ordini del "creativo" Tremonti e a tagliare, tentando, con scarso successo, d'imbellettare l'operazione . La sostanza resta, un colpo durissimo ad una delle poche eccellenze del nostro paese, la scuola primaria senza considerare la fine annunciata di qualsiasi possibilità di Ricerca.
Lasciamola stare, dicevo, perchè lei non conta niente, il segno fondamentale alle politiche del Governo lo danno Berlusconi, strenuamente impegnato a fare opera di marketing per Mediaset e Tremonti che nel breve volgere di tre mesi è passato da svolgere il ruolo di Robin Hood a quello dello sceriffo di Nottigham.
E non è , ahimè, ancora nulla, i prossimi mesi ,sic stantibus rebus, saranno come al solito i precari , i più poveri a pagare il prezzo della crisi : l'avete sentito Berlusconi? Detassare le tredicesime? Non ci sono i fondi ( e comunque i precari, Co.Co.Co, Co.Co,Pro e via andare la tredicesima non ce l'hanno), però l'Ineffabile si è premurato di far sapere che , avendo tagliato i fondi alla scuola pubblica, il Governo sta pensando a interventi a favore delle scuole private, che non mancherà il sostegno alle banche e, sotto sotto, ha reintrodotto il provvedimento salva-mariuoli finanziari, senza che Tremonti faccia più finta di volersi dimettere.
Insomma detto alla toscana , questo è il Governo del "Se hai, hai, se 'un hai, ohi" (citazione da http://catalitica.splinder.com ) cioè tradotto in italiano, per chi non lo avesse capito "Se possiedi tanti soldi, beni mobili e immobili, yacht,insomma se sei ricco bene, sennò sono cazzi amari"
mercoledì, ottobre 29, 2008
DEL SOGNO E DELLA REALTA'
Sogno un paese dove le differenze tra ricchi e poveri non siano così grandi e , comunque, tendano a diminuire invece che ampliarsi come è avvenuto negli ultimi anni, dove ci si preoccupi del futuro cessando di rapinare l'ambiente e le sue risorse scordandoci che , facendo così, rapiniamo i nostri figli, dove chi si occupa della cosa pubblica si occupi, appunto , della cosa pubblica e non dei suoi affari privati,dove chi ha arraffato tutto quello che c'era da arraffare per l'oggi e per il domani restituisca il maltolto e non abbia, sempre, amici potenti che gli tirano ciambelle di salvataggio, dove la scuola, la ricerca siano viste come potenziali risorse sulle quali investire e non come rami secchi da tagliare, dove la solidarietà esista e non ci si serva della paura del diverso per far dimenticare i nostri guai.
Non è la rivoluzione e solo il sogno di una società appena un po' più giusta.
Ma è solo un sogno : altra cosa è la realtà.
La realtà è un Presidente del Consiglio che, nell'indifferenza generale, invita gli industriali a dirottare gli investimenti pubblicitari dalla RAI, servizio pubblico, alle sue aziende, un governo che taglia l'ICI ai ricchi ( per le fasce deboli era già stata tolta, non dimentichiamolo) finanziando l'operazione con i tagli alla Pubblica Istruzione e spacciando questi tagli come una riforma,dove ogni giorno 4-5 persone muoiono lavorando, dove la precarietà a 5, 6 anche 4 euro l'ora è la prospettiva e la condizione stabile di vita per milioni di persone, dove 5 milioni di famiglie, 15 milioni di persone grosso modo, sono piombate nella povertà, dove la crisi che si sta profilando all'orizzonte , drammatica, la pagheranno sempre i soliti, i lavoratori dipendenti, i redditi bassi.
Io non so se il governo abbia subito un calo nel gradimento dei cittadini, so, però, che la gente, moltissima gente è esasperata, che non sa come vivere, nel senso che ha difficoltà a coprire le spese minime per la sopravvivenza (affitto o mutuo, bollette, alimentari) e che sta montando una rabbia e una esasperazione enormi che se non troveranno uno sbocco politico e una capacità d'interpretarle e di dargli risposte, esploderanno in conflitti sociali incontrollabili .
Ci aspettano mesi non facili.
venerdì, ottobre 10, 2008
I TEMPI CAMBIANO
Nel 1929 la municipalità di New York aveva attivato un servizio di igiene urbana per liberare i marciapiedi di Wall Street dai cadaveri dei finanzieri che, colpiti dalla vergogna e dai sensi di colpa, si gettavano dai grattacieli.
Nel 2008 i criminali finanziari battono cassa allo Stato perchè copra i danni che hanno provocato e saremo noi a pagare per le loro sciagurataggini : in sostanza, prima gli abbiamo pagato i loft, i vestiti Armani, le cene da 300 euro a capoccia, il Twiga,il Bilionnaire, Briatore, i matrimoni da milioni di euro, la Costa Smeralda mentre noi cercavamo affannosamente le offerte 3x2 nei supermercati e ora dobbiamo pagare i loro debiti.
Siamo pacifisti e contro ogni forma di violenza ma la tentazione di spingerne qualcuno, giù dalla finestra di qualche grattacielo è forte.
giovedì, ottobre 09, 2008
30 ANNI-360 MESI-10157 GIORNI
Questo è il tempo che mi occorre per guadagnare quello che uno dei manager-banchieri-teste di cazzo che hanno scippato il mondo percepisce in un mese.
Questo perchè vivo nel quarto di mondo "opulento", se vivessi nel Benin o nel Togo questo periodo andrebbe moltiplicato per 10 o 15 volte.
Volete una parabola più efficace di questa dell'ingiustizia, insopportabile, che trasuda da questo assetto del mondo?
Intanto il nostro Presidente del Consiglio ( anzi il vostro, per me valgono le leggi di ineleggibilità, anche se non applicate del nostro codice civile e penale) declama che bisogna restituire un'etica alla finanza. Giusto, soprattutto detto da lui che, per ricompensare quelli che gli hanno parato il culo riguardo alle truffe, ai falsi in bilancio di Mediaset, addossandosi le colpe e subendo, così, condanne definitive a qualche anno di galera, li ha fatti eleggere in Parlamento.
Intendiamoci, è tutto virtuale : i suddetti non faranno un giorno di carcere e anzi si beccheranno, come deputati 10-15.000 euro al mese e lui risulta pulito e se qualcosa sfuggisse c'è sempre il Lodo Alfano.
Kant, che di etica se ne intendeva, parlava de "Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me" , se vivesse, oggi sarebbe considerato un pericoloso sovversivo.