giovedì, gennaio 29, 2009
IL SINDACO E IL KEBAB
Abito a Lucca, bellissima città raramente agli onori della cronaca.
Finalmente, Lucca è sulle prime pagine di tutti i giornali, guadagna l'attenzione dei mezzi d'informazione e soprattutto dei comici di tutta Italia e non solo, insomma può, a buon diritto , aspirare ad entrare nel Guiness dei Primati per il primo caso mondiale di apartheid gastronomico.
Ci sono un un razzismo e una xenofobia beceri, alla Calderoli, per intenderci, con i secchi di urina di maiale sparsi sui luoghi dove dovrebbe sorgere una moschea e i vagoni dei treni frequentati da ragazze nigeriani disinfettati e ci sono quelli, invece, ipocriti e farisaici, " alla lucchese", appunto.
La notizia è nota : il sindaco di Lucca, Mauro Favilla, ha emanato un'ordinanza con la quale vieta (letterale) "..l'attivazione di esercizi di somministrazione la cui attività sia riconducibile a etnie diverse..", insomma si è inventata una sorta di discriminazione razziale per i primi e i secondi piatti.
Ci sono altre perle e amenità in questa ordinanza come l'obbligo, per i ristoranti d'avere nei propri menu piatti tipici lucchesi e, ritengo, che, sommersa dal ridicolo l'Amministrazione Comunale sarà costretta a fare marcia indetro ma quello che emerge da questa tragicomica vicenda è che il razzismo o è becero, sbracato, marchio Padania, Gentilini, Calderoli o non è, seppellito nel suo tentativo di essere educato e perbenista dalle risate di tutto il mondo.
mercoledì, gennaio 28, 2009
Battisti e i marines
Non ho alcuna simpatia per i brigatisti rossi, vecchi e nuovi e sono convinto che sono stati tra i peggiori nemici della sinistra e delle classi lavoratrici nel nostro paese : tra i miei punti di riferimento c'è e ci sarà , per sempre, Guido Rossa, genovese, operaio, comunista, sindacalista della Fiom-Cgil ucciso dalle BR il 24 Gennaio 1979, giusto trent'anni fa, e questo basti per disegnare il limite invalicabile che mi divide da questi assassini.
Con queste premesse è chiaro che vorrei che Cesare Battisti, brigatista rosso, fosse estradato in Italia per scontare le sue colpe, gravi e dunque non sono d'accordo col governo brasiliano che gli ha concesso lo status di rifugiato politico.
Di questa vicenda il governo italiano, ma non solo il governo anche buona parte dell'opposizione, ne hanno fatto un caso diplomatico, con tanto di richiamo dell'ambasciatore italiano a Brasilia, insomma siamo arrivati ad un passo dalla rottura delle relazioni diplomatiche. Giusto? Eccessivo? Non so.
Quello che ho ben chiaro è che , come al solito, si usano due pesi e due misure.
Il 3 Febbraio del 1998, 11 anni fra pochi giorni, alle 15 e 13, un Grumman EA-6B Prowler, un aereo militare statunitense in dotazione ai marines, che volava più velocemente e a un'altitudine molto minore di quanto permesso dalle norme militari, tranciò il cavo della funivia del Cermis, in Val di Fiemme, provocando la caduta della cabina e la morte di 20 persone.
Nel processo, svoltosi negli USA ,è emerso che il pilota dell'aereo stava "giocando" mentre eseguiva le manovre omicide e comunque , in primo grado, il pilota Ashby fu assolto.
Nel processo di secondo grado, invece fu condannato, a sei mesi di carcere e scarcerato dopo 4 mesi e mezzo per buona condotta: 6 giorni e mezzo di carcere per ogni persona morta.
Non mi risulta che i governi italiani, di oggi e di ieri, abbiano minacciato la rottura delle relazioni diplomatiche con gli USA per questo scandalo.
Ma si sa la schiena dritta, esercitata contro il Brasile, diventa improvvisamente piegata, fino a 90°, quando si tratta degli USA.
Ora negli USA le cose sono cambiate , non c'è più Bush, proviamo, nell'anniversario degli 11 anni dalla strage del Cermis, a richiamare il nostro ambasciatore a Washington e vediamo quello che succede.
Ovviamente non accadrà e , nell'anniversario della strage, fra qualche giorno, a parte qualche cerimonia di rito e il dolore non indennizzabile delle famiglie, il capitano Richard Ashby continuerà a vivere tranquillo in qualche bella villetta unifamiliare con giardino in un paesino del nostro intoccabile alleato.
martedì, gennaio 27, 2009
DEI DELITTI E DEL(LE) PENE
Ogni tanto ci si accorge, nel nostro paese, che le donne vengono stuprate.
Ogni giorno centinaia di donne subiscono violenza per le strade ma soprattutto tra le tranquille mura domestiche delle Famiglie, con la effe maiuscola, beatificate e santificate di qua e di là del Tevere.
Ogni ora ci vengono proposte immagini e idee che ci dicono che le donne sono oggetti e come tali possono essere usati.
Ogni minuto si rafforza la connotazione di genere (maschile) della nostra società, aumenta la misoginia e l'omofobia benedetta dall'enclave papalina che non vuole che siano condannati i paesi che imprigionano, torturano, uccidono gli omosessuali.
Ma ciò che è unico ed inimitabile è un Presidente del Consiglio che fa battute su queste cose e dice che "...è impossibile mettere accanto ad ogni bella donna un agente di polizia..." (per quelle meno belle, evidentemente, l'aspetto fisico è una protezione sufficiente), lo stesso che ha vinto le elezioni, solo pochi mesi fa promettendo law and order e accusando la sinistra d'essere lassista se non connivente con i criminali.
martedì, gennaio 20, 2009
NE VALE LA PENA?
Continuare a scrivere, incazzarsi, pensare che sia possibile un mondo migliore e che le cose prima o poi cambieranno: ne vale la pena?
Non sono tanto le cose più eclatanti, un Presidente del Consiglio che di fronte a un calo del 2% (se va bene) del PIL per il 2009 dice che non è poi così drammatico, dimenticando che significa centinaia di migliaia di disoccupati in più o l'umiliazione degli anziani con la Misercard vuota a una cassa di supermercato, abbiamo, ahimè , subito un processo di mitridatizzazione e le consideriamo, come dire?, fisiologiche, insomma nella patologia normale di questo paese allo sbando.
Parlo piuttosto delle piccole ma ( si diceva una volta ) emblematiche cose che accadono sotto i nostri occhi.
Una su tutte, ieri su "La Repubblica" appare un sondaggio che indica il consenso del Governo in calo e sullo stesso giornale ( come su tutti gli altri) la notizia che Kakà è stato ceduto dal Milan ad una squadra inglese : due cose inaccettabili per DIO (delirio italiano d'onnipotenza), la sera in diretta da Biscardi il medesimo DIO annuncia che il signor Kakà resterà al Milan perchè i sentimenti sono più forti del vile denaro : osanna, peana che salgono verso il cielo per DIO e per il signor Kakà che, essendo molto religioso, preferisce avere un rapporto diretto con la divinità.
Ora, a parte che la scelta "sentimentale" del suddetto calciatore gli rende 10 milioni di euro l'anno, quasi 30.000 euro al giorno, cioè quello che guadagnano in dodici mesi 3 o 4 precari, in quale altro paese il Presidente del Consiglio telefonerebbe a Biscardi ( avete presente Biscardi, i suoi capelli color mandarino e i suoi "sgup" ? ) per annunciargli che una mezz'ala resta al Milan? E, magari, se si ripetesse oggi il sondaggio de "La Repubblica" il consenso per il Governo potrebbe essere risalito di qualche punto.
Sono queste le cose che mi fanno dire che siamo ben oltre la frutta e che , difficilmente, questo paese ha un futuro.