mercoledì, aprile 22, 2009
LA FABBRICA DELL'ODIO
Ci sono luoghi ,circostanze, attività che hanno come obiettivo fondamentale la produzione di odio , non solo per il presente ma anche per il futuro e spesso, alla base di tutto questo ci sono il fanatismo e l'integralismo religioso.
Così è nell'Afghanistan, sia in quella parte del territorio controllata dai talebani dove, come legge fondamentale, vige la sharia, sia in quelle zone liberate nelle quali vengono approvate leggi che legittimano lo stupro dei mariti nei confronti delle mogli e dove le donne che protestano vengono manganellate e imprigionate.
Così è in Palestina dove i fondamentalisti israeliani e arabi hanno un obiettivo comune : impedire che si realizzi il processo politico di due popoli, due stati.
Leggendo il sito www.peacelink.it apprendiamo la storia dei 120 bambini palestinesi che frequentano la scuola elementare di Tuwani, paesino vicino ad Hebron.
Per tutti i bambini del mondo fra i 5 e i 10 anni frequentare la scuola elementare è gioia, impegno, crescita, per i 120 bambini di Tuwani è una lotta quotidiana, piena di rischi perchè la loro scuola è in un enclave palestinese e per essere raggiunta occorrono o meglio occorrevano 45 minuti a piedi : occorrevano perchè questo sentiero passava in mezzo agli insediamenti (abusivi ma dotati dal Governo di acqua, luce, fognature ecc. ecc. ) di coloni israeliani che quotidianamente attaccavano il piccolo convoglio di bambini di 6,7, 8 anni a piedi con lanci di pietre e assalti veri e propri e alcuni di questi bambini conservano sui loro corpi il ricordo di queste attenzioni.
Per evitare tutto ciò il cammino si è allungato e i bambini , oggi, devono percorrere un'ora e mezzo a piedi per andare a scuola.
Tuttavia neanche questo allungamento del percorso, finalizzato ad aggirare gli insediamenti di coloni è sufficiente : i coloni hanno imparato presto il nuovo percorso e organizzano, di nuovo, i loro eroici assalti a bambini e bambine tanto che la piccola carovana deve essere scortata da pattuglie dell'esercito israeliano e dai colombini, volontari italiani dell'Operazione Colomba, il Corpo civile di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, che sono coloro che ci informano di questa piccola, ordinaria per quei luoghi e insieme terribile storia.
Terribile storia perchè questo è un esempio perfetto di come si può produrre odio per il futuro, bloccando qualsiasi processo di pace per i decenni a venire : il rischio, quasi la certezza è che questi bambini, terrorizzati tutti i giorni, aggrediti, feriti dai coloni ebrei sviluppino un'ostilità verso tutto il popolo ebreo e siano facilmente preda dell'opposto integralismo, verrebbe da dire che qui sta la genesi di fenomeni terribili come i kamikaze.
Come si può intuire non ho nessuna simpatia per le farneticazioni razziste dei dirigenti iraniani ma non possiamo chiudere gli occhi, negare che esista anche un razzismo sionista all'interno del quale la soluzione per i problemi della Palestina è cancellare dalla faccia della terra i palestinesi o comunque ridurli ad un popolo privo di diritti : bisogna , senza nessun schermo ideologico, rendersi conto di tutte le facce della questione palestinese se vogliamo, veramente, contribuire alla sua soluzione.